Turismo, Federalberghi: per il ‘ponte’ +12,9% italiani in viaggio tra Italia e estero

Saranno oltre 6,9 milioni (rispetto ai 6,1 milioni del 2015) gli italiani in viaggio nei giorni del lungo weekend dell’Immacolata e passeranno almeno 1 notte fuori casa, segnando un +12,9%. Il 93%, pari a circa 6,4 milioni di italiani, rimarrà nel Bel Paese, mentre il 7%, pari a quasi 479 mila italiani, andrà all’estero, scegliendo per la quasi totalità le grandi capitali europee. Le mete più gettonate saranno quindi le località d’arte maggiori e minori: il 35% (rispetto al 32% del 2015) di coloro che si muoveranno (pari a 2,4 milioni di italiani) le preferiranno ad altre mete. Molto frequentate saranno poi la montagna e il mare, scelte rispettivamente dal 35% e dal 10% dei vacanzieri.

Per l’alloggio si butta un occchio al risparmio, cercando un posto a casa di parenti o amici (37%) ma un buon 23% sceglierà un albergo o un bed & breakfast (10%), spendendo in media (comprensiva di trasporto, alloggio, cibo e divertimenti) 294 euro (rispetto ai 267 euro del 2015, per un +10%). Un importo che genererà un giro d’affari lordo di 2 miliardi di euro rispetto agli 1,6 miliardi di euro del 2015, per un +25%. Per chi rimarrà in Italia la spesa media si attesterà sui 266 euro, mentre chi preferirà mete d’oltre confine la spesa media salirà a 658 euro.

È un segnale positivo quello che emerge dai dati previsionali sui consumi turistici degli italiani per il ‘ponte’ vacanziero dell’8 dicembre”, commenta il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca. “Un segnale che conferma la ripartenza del sistema turistico nazionale”, sottolinea Bocca che evidenzia però una certa “preoccupazione per il rischio tangibile che la crisi di governo e la conclusione anticipata della legislatura azzerino il cronometro delle misure di rilancio del settore del turismo”. “Le imprese attendono da tempo la definizione di alcuni provvedimenti concreti per il rilancio del settore”, conclude Bocca.

Il riferimento va senz’altro al quelli in materia di contrasto all’abusivismo ed all’evasione fiscale, sviluppo del mercato (liberalizzazione dei servizi ancillari) e tutela della concorrenza (parity rate) sui quali, al momento, la decisione finale resta in sospeso.

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