Tutti a tavola, è Natale! Coldiretti: per pranzi e cene, una spesa da 4,4 miliardi di euro

Natale è anche tempo di tredicesima. Saranno oltre 30 milioni gli italiani che possono contare su questa iniezione al proprio budget mensile. Per molti servirà a pagare tasse, mutui, rate e bollette (43%) ma più di un italiano su quattro la userà per le spese di Natale. Le festività di fine anno sono sinonimo di pranzi e cene e, secondo i dati raccolti da Coldiretti, l’agroalimentare è quest’anno la voce più pesante del budget che le famiglie italiane destinano alle feste dell’ultimo mese dell’anno, con una spesa complessiva per imbandire le tavole del Natale e del Capodanno di 4,4 miliardi di euro, il 2% in più dello scorso anno. È quanto emerge dall’analisi Coldiretti “Il Natale sulle tavole degli italiani”. Il costo maggiore della spesa alimentare è destinato ad arricchire di pietanze le tavole del Natale che ben l’88% degli italiani consumeranno nelle proprie case.

Si assiste”, afferma la Coldiretti, “a una fortissima attrazione verso il fai da te casalingo con ben il 46% delle famiglie che preparerà in casa almeno un dolce tipico delle feste”. In generale si osserva l’abbandono delle mode esterofile del passato con una decisa tendenza sulle tavole a privilegiare prodotti Made in Italy legati magari a specifici territori dei quali esprimono la storia e cultura.

Acquistare prodotti italiani significa anche sostenere il lavoro, l’economia e il territorio”, afferma il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che “l’agricoltura e l’alimentazione sono tra gli elementi di distintività del Paese che possono offrire un grande contributo ad una ripresa sostenibile e duratura che fa bene all’economia all’ambiente e alla salute”.

Anche se stravince la riscoperta delle tradizioni del passato si assiste quest’anno anche all’affermarsi in Italia di nuovi menu di tendenza, dall’autarchico all’hi tech, dal biodiverso al salutista, dall’etnico al green. Tra le importanti novità di quest’anno c’è poi lo spazio dedicato alla solidarietà anche a tavola con quasi un italiano su 4 (24%) che ha scelto di acquistare prodotti tipici dei territori colpiti dal sisma

Il regalo enogastronomico troverà posto sotto l’albero di almeno 4 famiglie su 10 (39 %) con i tradizionali cesti con di prodotti tipici, già confezionati o fai da te, da consumare nei pranzi e cenoni delle feste insieme a parenti e amici. Tra quelli più presenti nei cesti ci sono lo spumante, il torrone, il pandoro o il panettone spesso artigianali, ma sono tornati prepotentemente il cotechino, lo zampone, le lenticchie e in generale tutti i prodotti tipici locali, cosiddetti a chilometri zero, dai salumi ai formaggi, dall’extravergine al vino, dal miele alle conserve, meglio se preparati direttamente nelle aziende agricole.

Nel tour de force enogastronomico di quasi due settimane gli italiani, stima la Coldiretti, faranno sparire quasi cento milioni di chili tra pandori e panettoni, cinquanta milioni di bottiglie di spumante, ventimila tonnellate di pasta, 6,5 milioni di chili tra cotechini e zamponi, 800 mila capponi, ma anche frutta secca, pane, carne, salumi, formaggi e dolci. L’andamento dei consumi di Natale – precisa la Coldiretti – condiziona il futuro di molte imprese agroalimentari e addirittura l’esistenza di interi comparti, dal pandoro al panettone, dai cotechini alle lenticchie.

“L’Italia”, conclude la Coldiretti, “è l’unico Paese al mondo con 4.965 prodotti alimentari tradizionali censiti dalle regioni ottenuti secondo regole tradizionali protratte nel tempo per almeno 25 anni, 288 specialità Dop/Igp riconosciute a livello comunitario e 415 vini Doc/Docg ma ha conquistato anche il primato green con quasi 60mila aziende agricole biologiche in Europa ed ha fatto la scelta di vietare le coltivazioni Ogm a tutela del patrimonio di biodiversità”.

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