Un bucato particolare

Slip e reggiseno li lava lui, all'insegna di una nuova complicità. Potendo contare su una certa autonomia nella gestione degli orari di lavoro, da più di un anno ero io che mi occupavo delle faccende domestiche. Avevo preso questa decisione dopo che Maria era venuta a vivere nel piccolo appartamento in cui abitavo, in Riviera.

All'inizio fu quasi per scherzo ma in seguito ci presi gusto, anche perché la sera apprezzavo il suo compiacimento nel constatare l'ordine della casa, la biancheria lavata e stirata e la spesa già fatta prima di rientrare.
Quella mattina notai i suoi slip e il reggiseno lasciati quasi distrattamente sul bordo della vasca da bagno, come fa la maggior parte degli uomini con mutande e calzini.


Forse era stata una semplice dimenticanza o forse tra noi stava cadendo una delle ultime barriere psicologiche. Sta di fatto che Maria si era sempre presa cura personalmente della sua biancheria intima, nonostante io fossi particolarmente attento nel lavare a mano i capi più delicati. In effetti avevo sempre pensato che il problema fosse la scarsa fiducia nei miei confronti, dal momento che avevo una certa pratica nell'uso della lavatrice, ma per i capi delicati era tutta un'altra cosa!


Pensai per un attimo che avrei potuto far finta di niente lasciandoli dove erano oppure mettendoli semplicemente in un angolo; avrebbe provveduto lei stessa la sera. Insomma… mi sentivo un po' impacciato, indeciso sul da farsi. Proprio allora ebbi l'intuizione: quella mia “resistenza” era proprio legata al comportamento di Maria.

In quel momento mi sembrò di averne compreso le vere ragioni. Era certamente per un senso di riservatezza che lei stessa provvedeva al bucato della sua lingerie. Come avevo fatto a non pensarci prima!
Ricordo ancora la delicatezza che usai nel metterli in ammollo e, successivamente, nel lavarli a mano. Provavo un senso di tenerezza nei suoi confronti e, allo stesso tempo, un senso di piacere e di compiacimento, quasi di complicità: insomma trovavo che quello fosse anche un gioco erotico cui non avevo neppure mai pensato.


Fu dopo qualche giorno che mi prese la mano e mi sussurrò: “Volevo ringraziarti per aver lavato le mie cose: me le ero dimenticate, avrei voluto telefonarti dall'ufficio per dirti di metterle da parte ma poi ho lasciato fare a te. Mi è piaciuto molto ciò che hai fatto e voglio dirti che anch'io ho capito di aver superato qualche resistenza riguardo la mia intimità nei tuoi confronti.”
Da quella sera qualcosa cambiò tra di noi: senza volerlo avevamo abbattuto una barriera ben più grande di quello che potesse sembrare.
Spesso è proprio dalle piccole cose che nascono le opportunità di grandi cambiamenti.& lt;/P>


Fiore

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