Una birra buona come il pane

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A Londra, nel quartiere di Hackney, è nata una gustosa idea antispreco. La birra ToastAle è fatta col pane, non più mangiabile, recuperato dalle panetterie, dai supermercati, dagli scarti della ristorazione

Gli ingredienti sono molto semplici: pangrattato tostato, malto d’orzo, luppolo e lievito. ToastAle (“Ale”, in inglese, indica le birra ad alta fermentazione) è una birra nata a Londra che lotta per una causa importante, quella contro lo spreco alimentarein particolare lo spreco di pane. Infatti, il pane è sprecato lungo la filiera alimentare in tante occasioni: le panetterie hanno spesso eccessi alla fine della giornata, per fattori diversi, incluso quello climatico. Ovviamente, i panettieri mettono cuore e anima nel lavoro e odiano vedere i prodotti dei loro forni finire nella spazzatura!

I supermercati, poi, non possono vendere il pane che ha superato la data di scadenza impressa sulle confezioni, quindi sono costretti a buttarlo via, anche se perfettamente commestibile. I negozi take-away di sandwiches o le fabbriche devono tagliare il pane in dimensioni sempre uguali, quindi scartano croste, angoli e fette tagliate male (i consumatori sono molto esigenti riguardo all’aspetto dei loro panini!). E, ovviamente, c’è tutto il pane sprecato dai consumatori, che se non viene usato per far il pangrattato in casa… viene usato per riempire i sacchetti della spazzatura.

In Inghilterra è stato stimato che circa il 44 per cento del pane prodotto quotidianamente venga sprecato. Con questa quantità si potrebbero tirare fuori dallo stato di malnutrizione 26 milioni di persone; il problema, quindi, è più grave di quanto si potrebbe immaginare, quando ci rifiutiamo di mangiare il pane un po’ secco del giorno prima.

L’idea di creare birra dal pane in eccesso è venuta a Tristram Stuart, fondatore della onlus Feedback Global Ltd., famosa per la costante lotta allo spreco e per aver organizzato, in tutto il mondo, eventi anti-spreco come il Feeding the 5000, tenutosi anche a Milano lo scorso ottobre.

I ricavati delle vendite della nuova birra, che è stata lanciata venerdì 22 gennaio ed è in commercio in alcuni negozi di Londra dal 28 gennaio, andranno a supportare l’attività dell’associazione, per evolvere i progetti già in corso e diffondere per il mondo i concetti di sostenibilità, riciclo, riduzione dello spreco, amore per il cibo. Ovviamente, ci si può chiedere perché si distilla birra dal pane, invece di darlo in beneficienza. Tristram e i colleghi hanno pensato anche a questo: ToastAle è l’”ultima spiaggia” per il pane che non ha trovato una dimore migliore che i rifiuti. Viene creata con gli scarti non più edibili e non toglie cibo a nessuno.

Questa birra avrà vita finchè l’avrà lo spreco. Ci si potrebbe augurare che muoia presto, ma in definitiva un pochino di eccesso ci sarà sempre, quindi tanto vale sapere che farne. E, soprattutto, chi l’ha provata dice che è buona! Il pane aggiunge un gusto interessante al profilo amaro del luppolo, screziandolo di note caramellate, per un gusto deciso ma bilanciato. Si spera che ToastAle abbia fortuna e possa presto essere creata anche in altri paesi, ad esempio qui in Italia, dove il pane sprecato spopola nelle discariche, che ne accolgono circa tredicimila quintali al giorno.

 di Rebecca Zaccarini

Fonti: ecodallecitta.it
comune-info.net/2016/02/una-birra-buona-come-il-pane/

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