Una casa tutta bio

La vita degli esseri umani si svolge per quasi il 90% in edifici chiusi, tra cui naturalmente c'è anche la casa, il luogo in cui ci si rifugia e ci separa dal resto del mondo. Ma siamo veramente “al sicuro” tra le pareti del nostro nido? Inquinamento, esterno ed interno, fenomeni climatici, radiazioni cosmotelluriche ” fonte di stress geopatico ” tutto ciò influenza, senza che se ne abbia piena coscienza, l'abitazione in cui viviamo.

Un'architettura non bio, cioè non in
sintonia con la vita stessa dei suoi abitanti e
dell'ambiente esterno, sembra essere in relazione
con sintomi di malessere ed alcune patologie comuni.

La bioarchitettura è innanzitutto un progetto
abitativo che tiene conto di tutti questi fattori,
e si propone di realizzare delle “case ecologiche”
cioè che abbiano un ridotto impatto ambientale e
che tengano conto della salute di chi le abita,
insomma della vita all'esterno e all'interno di
esse. Si può parlare di una vera e propria ergonomia
domestica che si adatta alle caratteristiche
biologiche, psicologiche e sociali degli abitanti
della casa stessa.L'argomento bioarchitettura è
vasto e complesso e si tratta di un ambito
specialistico e “tecnico” dove l'analisi del
terreno, dei materiali di costruzione, delle
forme spetta a chi di competenza. Tuttavia si può
tentare di sintetizzare i vari passaggi che portano
a costruire o a “correggere” un'abitazione affinché
risulti in armonia con la vita che la circonda
e la abita.

Un primo passo da compiere è un'attenta analisi
dell'ambiente in cui si andrà a costruire.
Occorrerebbero ripetute visite, possibilmente
in ore e stagioni diverse, per verificare le
caratteristiche fisiche del luogo e il tipo di
clima (dunque: altitudine, natura e pendenza del
suolo, presenza di nodi geopatici, temperatura e
umidità dell'aria, esposizione al sole, vento… ).
Conoscere la ventilazione del sito in cui si
andrà ad abitare è fondamentale: meglio ben areato
ma non troppo ventoso, possibilmente in prossimità
di alberi ” considerando però anche il fattore
allergie ” che possono fungere da barriera contro
l'inquinamento ” anche acustico ” Un giardino, che
alterna piante e arbusti sempreverdi e a foglia
caduca, va progettato in modo da poter sempre avere
una buona esposizione al sole in inverno ed ombra
in estate, avendo cura di non tenere vicino
all'abitazione alberi le cui radic

Un altro aspetto preso in considerazione dalla
bioarchitettura è l'aumento di radiazioni
elettriche ed elettromagnetiche che variano in
tipo ed intensità ” trasmettitori di televisione,
telefoni cellulari, trasmettitori di onde radio,
ma anche campi elettromagnetici di reti elettriche < BR>di distribuzione e d'alimentazione fino alle linee
ad alta tensione… – In realtà viene considerato
tutto l'insieme delle vibrazioni, comprese quelle
ultrasoniche, sonore e soprattutto infrasoniche,
pericolose a una frequenza di 7/8 Hertz perché
possono entrare in risonanza con alcuni “luoghi”
biologici dell'organismo ” si tratta delle emissioni
dei sistemi di aerazione, di climatizzazione…
- Insomma ci sono innumerevoli fonti di “inquinamento
vibratorio”, se così si può chiamare, che possono
provocare alterazioni delle cellule cerebrali o di
altri sistemi organici, come la circolazione
sanguigna. Per questo motivo

L'abitazione deve risultare “protetta” ed equilibrata
anche per ciò che concerne l'energia termica, la
luce e l'acustica. Rinnovare e far circolare l'aria
è fondamentale al fine di combattere l' umidità ed
evitare che si formino muffe ed altri microrganismi,
tra l'altro fonte di allergie. Gli elementi
costitutivi dell'abitazione devono permettere il
passaggio del vapore acqueo e garantire permeabilità
gassosa, in particolare rispetto all'aria. I principali
materiali di coibentazione termoacustica devono avere
determinate caratteristiche, traspirabilità,
igroscopicità, resistenza al fuoco, a muffe, funghi,
insetti, capacità di essere elettricamente neutro,
sostenibilità ambientale… e sono di origine
vegetale, animale e minerale.

Coibenti vegetali: sughero, pannelli di legno
mineralizzato, fibra di cellulosa riciclata,
pannelli in fibra di legno, fibra di cocco,
di iuta, di cotone, di lino.

Coibenti di origine animale: lana di pecora

Coibenti minerali: fibre minerali -lana di roccia,
vetro, amianto – calcio silicato, vermiculite,
perlite

Per ciò che riguarda la luminosità occorre ricordare
che se i raggi UV a forti dosi sono estremamente
dannosi, tutti i raggi che compongono lo spettro
solare ” quindi anche gli UV ” sono degli ottimi
“sterilizzatori” naturali dell'atmosfera e tra
l'altro possono entrare nella nostra casa in ogni
momento.

Un'ultima osservazione ” breve e non esaustiva
dell'argomento ” riguardo i materiali di
costruzione: questi dovrebbero trovare il giusto
compromesso tra durezza e porosità, la solidità
e l'inerzia della loro massa volumetrica si
dovrebbero unire alla permeabilità gassosa; dunque
è fondamentale che abbiano una buona igroscopicità.
La terra è il materiale che soddisfa tutte queste
esigenze ma occorre che essa non provenga da zone
in cui il suolo ha radioattività elevata, che i
prodotti fabbricati con essa non siano cotti a
temperature troppo alte… Naturalmente i principali
materiali utilizzati dalla bioarchitettura sono di
tipo grezzo o comunque sono materiali che hanno
subito ridotti processi di lavorazione ” in modo
da non incrementare il consumo energetico ” e
soprattutto non sono nocivi alla salute dell'uomo.
Insomma, tutto è bio all'interno di una casa che
sia progettata, costr

Per approfondire l'argomento:

abdeveloppement.free.fr/bioconstruction.html
(in francese ed inglese)

www.mybestlife.com/ambiente/Bio-architettura/bio-architettura.htm

www.bioarchitettura.it
(Istituto Nazionale di Bioarchitettura)

www.bioarchitettura.rm.it
(Associazione Bioarchitettura Italiana)

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