Una spesa per evitare le allergie

Vademecum con gli alimenti “no” Occhi rossi, bruciore alla gola, raffreddore da fieno. Alle allergie, specie quelle alimentari, in forte crescita nel nostro Paese, si può porre un limite cominciando dalla spesa. E proprio sul banco della frutta e della verdura che può cominciare la prevenzione. A presentare un decalogo per una spesa alimentare “accorta” è la “Guida per le famiglie'” dell'assessorato alle politiche dell'Agricoltura e dell'Ambiente.

Sul banco degli imputati soia, sesamo e frutta tropicale, ma riflettori puntati anche sull'impiego, sempre più diffuso, di guanti e altri oggetti a base di lattice che sta provocando una diffusa sensibilizzazione allergica destinata a creare nuove “reazioni avverse” a diversi tipi di frutta come castagne, banane, avocado, kiwi e mango. Rischio presenza allergeni anche nella frutta appartenente alla famiglia delle rosacee, come mele, pesche e ciliegie, che si aggiungono nella lista degli alimenti vegetali notoriamente allergizzanti, come arachidi, frutta secca con guscio come nocciole e mandorle, soia e grano. Con il costante aumento della percentuale degli allergici la relazione col cibo diventa via via più conflittuale in un mix di piacere, secondo il fronte dei gaudenti, e di paura per chi nel piatto intravede pericoli per salute e bellezza del corpo o interessi economici che possano nascondere pericoli anche dietro il più familiare delle sementi.

La gioia del momento conviviale è dunque spesso disturbata da fretta, ansie nutrizionali e persino di ordine tossicologico con la conseguente paura di presenza di residui nocivi negli alimenti e l'angoscia delle conseguenze, se mangiamo troppo o troppo poco. Anche i “bagordi” a tavola possono infatti dare disturbi simili ai sintomi di allergia e intolleranza, come rossore improvviso al volto, cefalea, prurito e cali di pressione. Gli eccessi si evidenziano soprattutto con alimenti ricchi di istamina, come tonno, sardine, emmenthal, ossobuco, salumi, parmigiano e crauti. Per prevenire le allergie le intolleranze agli additivi, il vademecum consiglia di ridurre il consumo quotidiano di prodotti trasformati e aumentare quello degli alimenti freschi, di
stagione, e comunque di guardare bene in etichetta gli ingredienti.

Ecco un breve vademecum per una spesa preventiva.

Alimenti ricchi di nickel:

Frutti di mare (molluschi e crostacei); legumi; porri; lattuga, verza e spinaci; grano integrale, biscotti integrali, crusca, fibre, farine integrale, miglio; fiocchi di avena; miscele di cereali; prodotti integrali per la colazione; riso integrale; semi di sesamo e di girasole, grano saraceno; soia e latte di soia; datteri; fichi; ananas; prugne; cacao; cioccolata; te'; mandorle; nocciole; noci; arachidi; marzapane; dolci a base di mandorle; liquirizia forte; lievito chimico in dosi elevate.

Alimenti che contengono o possono contenere latte/lattosio:

Latte e derivati; salami; salsicce; prosciutto; hot dog; wurstel; mortadella; pani e biscotti speciali con latte, purè, besciamelle; precotti preparati con derivati solidi del latte; pesce in pastella; dolciumi; creme; gelati; cioccolato al latte; budini; salse; sughi; zuppe pronte; ovomaltina.

Alimenti che contengono glutine o proteine di riserva simili:

Grano e i suoi prodotti; farro; orzo e suoi prodotti; segale e i suoi prodotti; avena; cibi impanati; carne in scatola; spuntini di carne; sughi; hot dog; salsicce; insaccati; hamburger; omogeneizzati; gelati, coni; dolci; panettone; pandoro; cornetti; miscele di cereali; paste per brodo; snack; minestre; salsa di soia; alimenti liofilizzati; dadi; creme pronti; surgelati; lievito in polvere; liquirizia; pepe macinato.

Fonte: TG COM.IT

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