Undici milioni di italiani a rischio povertà

Un crescente numero di cittadini europei rischia la povertà e solo grazie a massicci interventi sociali i paesi membri dell'Unione riescono a gestire una situazione altrimenti esplosiva: a livello Ue, sono ben 72 milioni le persone in questa categoria, di cui 11 milioni (cioè circa il 15%) si trovano in Italia.

è questa la fotografia scattata nel 2003 da Eurostat e riportata nel suo rapporto intitolato 'Povertà ed esclusione sociale nell'Ue-25'. In altre parole, il 19% degli italiani vive in famiglie che guadagnano meno del 60% di quanto in media entra nelle casse dei nuclei familiari del paese. Una percentuale, questa, che si raffronta con una media Ue-25 del 16%.

Infatti, sottolinea Eurostat, l'Italia è -insieme al Portogallo e alla Spagna- tra i paesi dell'Unione con il più elevato tasso di rischio povertà, preceduta solo da Slovacchia, Irlanda e Grecia (tutte al 21%). Sull'altro piatto della bilancia ci sono le popolazioni meno a rischio, come la Repubblica Ceca (8%), il Lussemburgo e la Slovenia (entrambe al 10%).

Lo studio evidenzia inoltre un forte divario tra la fascia ricca della popolazione europea e quella più povera. La media Ue, infatti, è del 4,6, vale a dire che il 20% della popolazione con il reddito più alto è 4,6 volte più ricca del 20% della popolazione con il reddito più basso.

Ma il quadro sarebbe ben più preoccupante senza le reti di protezione sociale dei singoli stati membri. Per dimostrare l'importanza dell'intervento pubblico, Eurostat ha inoltre calcolato i tassi di rischio povertà per ciascun paese al netto di qualsiasi contributo (pensioni incluse).

Ne esce un quadro completamente diverso, che vede la Polonia in testa alla classifica degli stati a rischio povertà, con il 49% della popolazione rispetto a una media Ue-25 del 40%. In questa graduatoria, il 42% della popolazione italiana rischia la povertà. Seguono, tra gli altri paesi, la Grecia (41%), la Spagna (40%) e la Finlandia (40%).

& lt;P>Ecco la tabella che illustra la media di persone esposte al rischio povertà nell'Ue-25 nel 2003, sia tenendo conto degli interventi sociali, sia senza l'apporto di questi ultimi. Il numero di cittadini è indicato in parentesi per ciascun paese (in milioni di unità, se non specificato in migliaia).

PAESE DOPO INTERVENTI SOCIALI SENZA INTERVENTI SOCIALI

ITALIA 19% (11) 42%

Gran Bretagna 18% (10,6) 33%

Francia 12% (7,1) 44%

Lussemburgo 10% (44mila) 39%

Grecia 21% (2,3) 41%

Germania 15% (12,3) 35%

Belgio 15% (1,5) 44%

Austria 13% (1) 43%

Portogallo 19% (1,9) 26%

Spagna 19% (7,9) 40%

Irlanda 21% (832mila) 36%

Olanda 12% (1,9) 36%

Danimarca 12% (645mila) 38%

Finlandia 11% ( 570mila) 40%

Svezia 11% (983mila) 45%

Repubblica Ceca 8% (815mila) 39%

Estonia 18% (243mila) 41%

Cipro 15% (107mila) 26%

Lettonia 16% (371mila) 43%

Lituania 17% (585mila) 40%

Ungheria 10% (1) 32%

Malta 15% (595mila) 30%

Polonia 17% (6,5) 49%

Slovenia 10% (200mila) 36%

Slovacchia 21% (1,1) 43%

Medie europee

UE-15 16% (61) 39%

UE-25 16% (72) 40%.

Fonte: Miaeconomia.it

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