Unirec, il 12 maggio la giornata dedicata alla tutela del credito

Crisi economica o no, gli ultimi anni sono stati difficili sia per i consumatori sia per gli imprenditori. Mai come ora il tema della tutela del credito è diventato centrale per tutti. A questo è dedicata la giornata Unirec sui servizi a tutela del credito, giunta quest’anno alla sua 6a edizione: la giornata si terrà il 12 maggio, a Roma, con la presentazione del Rapporto annuale e con una testimonianza molto importante: quella di Serenella Antoniazzi, imprenditrice ormai famosa, autrice del libro “Io non voglio fallire”.

Quest’anno la giornata Unirec metterà l’accento su alcuni concetti fondamentali, che sono alla base di tutto il sistema del credito. Oggi, per capire se la crisi è finita o no, non possiamo basarci solo sul lavoro (ad esempio sulle nuove commesse), ma dobbiamo partire dalla gestione del debito. Chi, infatti, ha tanto lavoro non può sentirsi “in salvo” finché questo non viene pagato. In caso contrario rischia di restare schiacciato in un meccanismo senza via d’uscita. Questo vale non tanto per le multinazionali che hanno da sempre una forza maggiore, ma soprattutto per le microimprese. E sono proprio loro a soffrire di più in questi anni.

Ne è testimonianza Serenella Antoniazzi, piccola imprenditrice veneta che ha raccontato la sua storia nel libro “Io non voglio fallire” (edito da Nuovadimensione). L’autrice racconta quello che ha vissuto sulla sua pelle, ovvero come l’essere un piccolo anello di una grande catena può diventare molto rischioso. Nel libro sono condensati tre anni di crisi della sua azienda familiare con 8 dipendenti, che è stata sull’orlo del fallimento per mancata riscossione di crediti.

La storia di Serenella è una storia dura, ma a lieto fine e purtroppo non è così per tutti. Sono numerosi i casi di cronaca di imprenditori che non ce l’hanno fatta ed hanno pagato al posto di chi, invece, non ha pagato i debiti e magari ha fatto fallire volontariamente la sua azienda. Per dare una mano agli imprenditori onesti, che credono nel proprio lavoro e fanno di tutto per salvaguardare la propria impresa, è nato un Fondo che porta proprio il nome di Serenella: istituito con la scorsa legge di Stabilità, prevede una disponibilità di 10 milioni di euro annui per il triennio 2016-2018. Il Fondo, dedicato alle imprese vittime dei fallimenti, “non è la soluzione a un male profondo – ha spiegato Serenella Antoniazzi – ma permette alle vittime paralizzate dalla paura di perdere tutto di continuare a lottare. Inoltre questo fondo, come anche la mia storia insegna, ci ricorda che partendo dal basso, insieme, si possono ottenere dei risultati e vincere il torpore della rassegnazione che ha piegato gran parte di noi”.

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