UTENZE DOMESTICHE. Unione Nazionale Consumatori: le liti sulla lettura dei contatori

“Molti utenti continuano a ricevere maxi-bollette per consumi abnormi di energia elettrica, gas e acqua.

 I consumi si sono accumulati a causa dei ritardi nella lettura dei contatori, a volte anche di due anni”. A ricordarlo è Unione Nazionale Consumatori che sottolinea: “Nel frattempo l'utente ha ricevuto bollette per consumi “presunti”, che sono una media dei consumi precedenti, ma quasi sempre è successo che ha aumentato di molto i consumi (per esempio, ha acquistato un forno elettrico, una lavastoviglie, ha istallato uno scaldacqua a gas o addirittura una caldaia, eccetera). Poi, ovviamente, arriva la lettura e la bolletta di conguaglio. Per l'acqua, invece, la maxi-bolletta di conguaglio è dovuta quasi sempre alla rottura del tubo dopo il contatore, per cui l'acqua si perde sotto terra, ma è diligentemente registrata dal contatore stesso e la responsabilità è dell'utente che non se ne è accorto”. Per il telefono il problema non esiste, continua l'associazione, in quanto le letture sono sempre effettive, anzi quando c'è un picco anomalo l'utente viene avvertito con telegramma. Le maxi-bollette di conguaglio generano sempre litigi con le aziende erogatrici, che vertono sull'obbligo della frequenza di lettura del contatore, essendo evidente che una lettura tempestiva consentirebbe al consumatore di accorgersi prima dei consumi elevati e di evitare un pesante accumulo sulla bolletta. Unione Nazionale Consumatori ricorda che attualmente le frequenza delle letture effettive è così regolata:

Energia elettrica. Con la deliberazione n. 200/1999 l'Autorità per l'energia elettrica e il gas ha stabilito che i contatori domestici devono essere letti almeno una volta l'anno, rendendo però disponibile agli utenti una modalità di autolettura e di notificazione dei consumi bimestrali. Se questa modalità di autolettura non è disponibile, la lettura del contatore deve avvenire almeno ogni sei mesi.

Gas. E' sempre competente l'Autorità per l'energia elettrica e il gas. Nella deliberazione n. 229/2001 ha stabilito che la lettura deve avvenire almeno una volta l'anno per gli utenti con consumi fino a 500 metri cubi annui (sono per lo più quelli che consumano gas solo per cucina e acqua calda ed eventualmente una stufa) e almeno ogni sei mesi per quelli che consumano fino a 5000 metri cubi (sono gli utenti domestici con riscaldamento individuale a caldaia). Anche in questo caso le aziende devono mettere a disposizione dei clienti una modalità di autolettura del contatore, in modo che siano fatturati i consumi reali. In mancanza di tale modalità, la lettura effettiva deve avvenire almeno ogni sei mesi anche per gli utenti che consumano meno di 500 metri cubi annui.

Acqua. Non esiste ancora una Autorità dell'acqua che possa dare alle aziende acquedottistiche direttive vincolanti sulle condizioni contrattuali da applicare agli utenti. La situazione è caotica, anche perché esistono migliaia di aziende acquedottistiche, non se ne conosce precisamente il numero. In molti Comuni non esiste neanche il problema della lettura dei contatori, perché viene addebitato un consumo fisso a tutti, indipendentemente dai consumi superiori o inferiori e non si sa in base a quale norma (non risulta che il CIP, a suo tempo, abbia previsto questa modalità di fatturazione). Il DPR 29/4/1999, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 1 giugno 1999, aveva predisposto uno “schema generale di riferimento” per la stesura della “carta di servizio” (obbligatoria in base alla legge n. 273/1995) da parte delle aziende acquedottistiche. Vi si legge che la lettura dei contatori deve essere effettuata almeno due volte l'anno, ma ogni azienda si è regolata a modo suo e, fra quelle che hanno emanato la carta di servizio, poche prevedono due letture l'anno; nella maggior parte dei casi è prevista una lettura periodica, senza specificazione. Lo schema di riferimento aggiunge anche che, almeno nei casi di collocazione in proprietà privata del contatore, è assicurata all'utente la possibilità di autolettura e comunicazione dei consumi, ma anche questa disposizione è ignorata. Non si sa bene se lo schema di riferimento sia vincolante. Comunque, qualora una lettura molto tardiva del contatore non abbia permesso all'utente di accorgersi più tempestivamente di eventuali perdite di acqua che hanno prodotto una bolletta di migliaia di euro, è chiaro che si potrebbe resistere in giudizio o quanto meno trattare per un ridimensionamento della bolletta”.

HC 2005 – redattore: NZ

Fonte: Redazione HelpConsumatori

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