Vaccini, Min. Salute- MIUR: a settembre tutti in classe. ISS: mantenere soglie di sicurezza

 In attesa di mettere a punto l’Anagrafe nazionale vaccini, il Ministero della Salute e dell’Istruzione danno il via libera ad entrare in classe a tutti i bambini e ragazzi. Condizione necessaria e sufficiente per accedere alle lezioni dell’anno scolastico 2018-2019 sarà quella di presentare un’autocertificazione entro il termine del 10 luglio. La circolare emanata ieri dai due Ministeri prevede che per i minori da 6 a 16 anni, quando non si tratta di prima iscrizione scolastica, resta valida la documentazione già presentata per l’anno scolastico 2017-2018.Per i minori da 0 a 6 anni e per la prima iscrizione alle scuole (minori 6 – 16 anni), basta una dichiarazione sostitutiva di avvenuta vaccinazione.

La decisione è stata presa per alleggerire il carico burocratico in capo alle famiglie e alle scuole fino a quando non avrà luogo un approfondimento parlamentare sul dibattito pubblico relativo all’obbligatorietà delle vaccinazioni.

La principale novità sul tema è la costituzione dell’Anagrafe nazionale vaccini che consentirà di monitorare i programmi vaccinali, di conoscere le ragioni delle mancate vaccinazioni e di misurare progressi e criticità del sistema.

L’Anagrafe nazionale è la base per far decollare concretamente la vaccino-vigilanza, che potrà finalmente riferire puntualmente sugli eventi avversi riferiti ai vaccini impiegati e metterà a sistema i dati delle Regioni. Attraverso il sistema nazionale degli eventi avversi gestito da Aifa, le segnalazioni potranno essere comunicate dai professionisti sanitari e dai soggetti vaccinati o dai loro genitori.

Intanto l’Istituto Superiore di Sanità sottolinea che dal 2014 si è registrata una crescente diminuzione in tutte le Regioni italiane di tutte le coperture vaccinali al di sotto della soglia di sicurezza del 95% raccomandata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità che per questo ha richiamato l’Italia per due volte.

L’attuale legge è nata per contrastare una situazione di pericolo di epidemie di malattie gravi, potenzialmente mortali, facilitate dall’esistenza di migliaia di soggetti ad esse suscettibili poiché non possono essere vaccinati.

In particolare, per la vaccinazione contro il morbillo la soglia di copertura era scesa all’85%, ben 10 punti al di sotto della soglia necessaria per il controllo delle epidemie, anche a causa di una delle più grandi bufale della storia della scienza che aveva correlato questa vaccinazione all’insorgenza dell’autismo.

In conseguenza di ciò, in Italia, a partire dall’inizio del 2017 ad oggi, un’epidemia di morbillo ha causato circa 7.000 infezioni, che hanno provocato complicanze gravi nel 40% dei casi e ben otto morti, tra i quali diversi bambini.

I risultati dell’attuale legislazione che prevede l’obbligo vaccinale hanno mostrato che le coperture sono in aumento di un punto e mezzo percentuale per quanto riguarda il vaccino esavalente e di ben 4,5 punti percentuali per quanto riguarda il morbillo, ma per entrambe le vaccinazioni il raggiungimento della soglia di sicurezza è ancora lontano.

L’ISS ricorda che “il raggiungimento di soglie di sicurezza è essenziale anche per garantire il diritto alla educazione di migliaia di bambini immunodepressi per i quali la frequenza scolastica è impedita dal rischio di contrarre infezioni, come il morbillo, che per loro può essere letale e che secondo i piani dell’OMS doveva essere eliminato in Europa già nel 2015”.

Pertanto, continua l’Istituto, “a prescindere dalle misure che si intendono implementare, è doveroso fare di tutto per continuare a mantenere il trend positivo in atto al fine di garantire adeguate coperture vaccinali”.

 

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