Violenza contro le Donne

In occasione della Conferenza della Presidenza irlandese sulla “Violenza contro le Donne” il 24 e 25 maggio 2004, il Centro europeo del Volontariato, la Federazione europea delle Donne Attive al Focolare ed il Movimento Mondiale della Madri Europa vorrebbe attirare l'attenzione dei partecipanti su un certo numero di domande chiavi che stimano di importanza fondamentale e che dovrebbero essere presi in considerazione nel programma della Conferenza.

  

Primariamente, stesso nei paesi industrializzati, numerose sono le donne che danno precedenza al lavoro di educazione e di cure ai differenti membri della loro famiglia. L'assumono modulando la loro partecipazione al mercato del lavoro rimunerato e riconosciuto. Questo lavoro familiare, indispensabile per il benessere e l'avvenire della società, majoritairement effettuato dalle donne è considerato come privi, senza valore commerciale e dunque economicamente improduttivo. Questo contributo importante non è dunque purtroppo misurato né riflesso nei dati statistici nazionali sul prodotto nazionale lordo che definisce i PNL nazionali.

Poi, delle tali situazioni di dipendenza economica e materiale hanno come conseguenze che queste donne incorrono in un reale rischio di precarietà e di esclusione in caso di divorzio o di vedovanza. Una mancanza di considerazione attiva di politica per i servizi pubblici e la coscienza della situazione di molte donne descritte può provocare anche sopra dei sentimenti di inferiorità da questo gruppo, e molti tra esse non hanno i mezzi di opporre alla violenza domestica e familiare di cui esse o il loro enfant(s, sono vittima.

è anche vero che attraverso l'Europa, ci sono delle migliaia di persone attive non rimunerate che offrono il loro tempo, il loro appoggio e le loro energie alle tali donne vulnerabili. Essi ed esse effettuano questo lavoro della loro propria volontà, senza ricercare di guadagno finanziario per venire in aiuto alle donne, ai bambini ed alle famiglie che incontrano. Molti di queste persone attive non rimunerate sono stati anche delle vittime delle forme domestiche di violenza. Il loro ruolo degli ONGs è di offrire dell'aiuto alle persone vittime di violenza per permetterloro di emergere del ruolo di “vittima” ed autorizzarli a continuare la loro vita provando ad aiutare di altri che soffrono delle simili situazioni.

Questo sforzo volontario massiccio fornisce una struttura di sostegno essenziale a molte donne e famiglie. Difatti, molte donne preferirono cominciare a parlare con un volontario perché si sentono più vicine ed ascoltate. In questo contesto, il volontariato compie una gamma delle funzioni importanti: offrendo dell'aiuto, aumentano il capitale sociale in seno alle nostre comunità, mette avanti la persona ed aggiunga il valore e la diversità alla gamma dei servizi offerti alle persone nelle situazioni estremamente vulnerabili. Tuttavia, questo sforzo volontario non è generalmente identificato per gli Stati membri e non è riflesso certamente nei dati statistici nazionali sul prodotto nazionale lordo.

In questo contesto, chiediamo ai Governi degli Stati Membri presenti a questa Conferenza di:

·Tenir interamente conto e rispettare la decisione presa da molti femmes/hommes di dare la precedenza alla cura dei bambini e dei membri della loro famiglia, decisione che ha come conseguenza una situazione di dipendenza economica,; ed assicurarsi che questi femmes/hommes non sono dimenticati; nella legislazione;

·D'identifier interamente il contributo dei lavoratori non rimunerato in questo dibattito, e di assicurarsi che la legislazione in questo settore prenda in conto questo contributo. Difatti, dei politici dovrebbero essere sviluppati in partnership tra gli ONGs e le persone attive senza rimunerazioni, delle risorse adeguate devono essere previste anche per permettere di condurre a bene questo lavoro immenso e non valutato;

·La messo in applicazione degli Articoli 165 (g), 206 (f, g, III, oh, p) e 209 della Piattaforma di Pechino, adottata dalla 4 Conferenza Mondiale sulle donne nel 1995 che chiamano alla riconoscenza del valore economico e sociale del lavoro non rimunerato ed il suo comptabilisation nei conti satelliti legati ai PNL.

Crediamo che una tale riconoscenza darebbe alle casalinghe ed a tutto lavoratore non rimunerato, un statuto sociale identificato ne che offre loro un accesso alle cure di salute, all'educazione e la formazione – di base e tutto lungo la vita – ed il diritto ad una pensione.

Conferirebbe anche ai lavoratori non rimunerati il rispetto e porterebbe il sostegno che permette loro di continuare a migliorare le vite di migliaia di persone e della nostra società nel loro insieme alle strutture.

Grazie per la vostra attenzione.

Cordialmente,

Gail Hurley

Coordinator, CEV,

Marielle Helleputte

Secretary-generale, FEFAF

Francesca di Bellefroid

Presidentessa MMM Europe

CEV Segreteria: Via dello Scienza 10, 1000 Brussels, Tale,: 32 2 511 75 01, fax,: 32 2 514 59 89, Email:cev@cev.be Website:www.cev.be,

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