Viva la giustizia italiana!!

Dicono che la Pena di Morte in Italia non esiste più e invece non è così. Con la sua vergognosa e assurda sentenza del 5 febbraio (depositata l'8 febbraio) il giudice, mi ha letteralmente condannato a morte.

Come gli abbiamo dimostrato ampiamente io e il mio avvocato (con numerosa documentazione) io guadagno attualmente 400,00 euro al mese come dipendente comunale part-time  e assolutamente zero come titolare di agenzia viaggi (riesco a malapena a pagare lo stipendio alla mia dipendente).  Ebbene, secondo lui, in tale situazione, non solo mia moglie (dentista, circa 10.000 euro al mese) non deve darmi nessun contributo, ma addirittura io dovrei dare alla dentista 250 euro al mese.

400 ” 250 = 150.   Io dovrei vivere con 150 euro al mese!! Con quella ingente somma dovrei pagarmi l'affitto di una nuova abitazione (la nostra attuale abitazione  è stata assegnata a mia moglie), mangiare e dar da mangiare alle mie figlie quando vengono da me, mettere la benzina nell'auto (altrimenti come faccio ad andare a prendere le figlie a scuola?), pagare le bollette….  Complimenti giudice!!!  Evidentemente tale giudice mi ritiene un mago capace di fare magie e miracoli.

Oltre a ciò davvero complimenti per aver ancora una volta premiato l'ingiustizia, l'arroganza e la violenza: è stata mia moglie a fuggire da casa il 26 luglio SENZA NESSUN PREAVVISO, senza alcuna lettera dell'avvocato, RAPENDO LE MIE FIGLIE che non ho potuto né vedere né sapere dove fossero per 10 giorni.  E ancora in seguito mia moglie e la sua avvocatessa (Gemelli) hanno deciso unilateralmente di non darmele mai per tutto il periodo natalizio.  Ebbene tale atteggiamento è stato premiato dal Giudice che ha assegnato la casa alla madre e sbattuto fuori di casa il padre assolutamente innocente di tutto questo disastro.  CHE SCHIFO!!!!

Inoltre, con tanti saluti alla Legge sull'Affido Condiviso, il giudice ha deciso che io possa vedere le mie figlie soltanto a weekend alternati e un pomeriggio e mezzo per settimana!!

Per protesta contro questo modo di fare giustizia ho iniziato da martedì 9 febbraio lo sciopero della fame che continuerò fino alla fine (spero veloce) dei miei giorni: in uno schifo di mondo così, di nazione così, di città così, io non ci voglio più stare.

      Grasso Angelo

     Torino, 14/02/2010       

Grasso Angelo Via Pervinche 32 10151  Torino

Cell. 380-3241773

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