Woman in progress

Un lento e graduale cambiamento, l'evoluzione della figura femminile conquista terreno sull'anacronistica e statica immagine collettiva di una famiglia patriarcale che vuole la donna nel suo ruolo di “angelo del focolare”.

 

 Newsweek della scorsa settimana ha dedicato la copertina alla nascita delle “alfa earns”, letteralmente tradotte come le guadagnatrici alfa, ovvero le uniche fonti di reddito o la principale all'interno della famiglia. L'articolo del settimanale tratta la situazione americana, riportando dati e valori del suo Paese. Stando al ministero del lavoro americano, nel 2001 nel 30 percento delle coppie la moglie guadagnava più del marito. Com'è successo al marito di Carla Fiorino, la 47 enne presidentessa e capo esecutivo della Hewlett-Packard, che ha scelto di abbandonare il suo lavoro presso la Att. Decisione che è stata commentata dalla Fiorino con un laconico “il potere è l'abilità di cambiare le cose”. I casi in cui lei guadagna più di lui non sono solo limitati alle fasce alte per merito delle capacità lavorative delle manager statunitensi, ma soprattutto alle fasce più deboli e povere, dove una dilagante disoccupazione, un mercato del lavoro con nuovi ritmi e ruoli professionali preferisce la malleabilità e duttilità lavorativa femminile a quella maschile. Difficile che questo trend possa rapidamente prendere piede anche nella sessista Italia. Del resto le cifre parlano chiaro, per l'Istat, solo nell'uno per cento delle coppie intervistate lavora esclusivamente la donna, questo non per scelta ma a causa della disoccupazione. Non si può tralasciare per dovere di cronaca che nel nostro Paese esiste l'associazione uomini casalinghi, Fiorenzo Bresciani a capo dei tremila iscritti si autodefinisce un perfetto marito casalingo e acceso sostenitore di una evoluzione del genere maschile. Assumere una posizione apparentemente progressista a vantaggio del fù “sesso debole” oppure conservatrice e discriminante di un bigotto maschilismo non è utile a produrre crescita intorno all'istituzione familiare. La famiglia non c'è dubbio è il nucleo fondamentale d'ogni società, ma come ogni entità sociale è soggetta a mutazione e cambiamento. Rivoluzionare l'identità dei ruoli in modo estremo, rischia di produrre un'inutile ciclicità hegeliana degl'eventi e non l'evoluzione darwiniana di un essere umano indipendente da canoni e prescrizioni sociali, che distinguono la gonna dal pantalone.

Fabio Greco

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