Yogurt salvo, niente latte in polvere né concentrato

Il Consiglio dei Ministri, approvando il decreto legislativo che recepisce la direttiva europea sul latte conservato o disidratato, ha vietato l'utilizzo di latte in polvere e concentrato al posto di quello fresco per la produzione di yogurt e formaggi. Ieri si era sollevato un coro di proteste, dopo che la Commissione Agricoltura aveva dato parere favorevole all'uso del latte concentrato.

Dopo il parere positivo dato ieri dalla Commissione Agricoltura alla modifica della legge 138, che ammette l'uso di latte concentrato nella produzione di yogurt, arriva la risposta del Governo che vieta sia l'utilizzo di latte in polvere sia di quello concentrato. Il Consiglio dei Ministri ha, infatti, approvato lo schema di decreto legislativo che recepisce la direttiva comunitaria 2007/61 relativa a taluni tipi di latte conservato parzialmente o totalmente disidratato destinato all'alimentazione umana.

“Ancora una volta questo Governo dimostra di voler difendere& lt;/B> e sostenere la qualità della nostra produzione agroalimentare – ha commentato il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Saverio Romano – Era importante impedire l'utilizzo di latte in polvere e latte concentrato al posto di quello fresco per la produzione di yogurt e formaggi. In questo modo garantiamo allo stesso tempo il mantenimento di un alto standard qualitativo della nostra produzione ed evitiamo possibili contraccolpi negativi sul prezzo del latte”.

“E' una risposta chiara ed importante alle esigenze di qualità e trasparenza dei consumatori ma anche all'impegno dei circa 40mila allevatori italiani che ogni giorno nelle stalle mungono latte fresco di grande qualità – ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini – E' stato definitivamente chiarito che lo yogurt in Italia si continuerà a fare con il latte fresco senza inganni, come si aspettano i consumatori e gli allevatori”. “Le nostre preoccupazioni sono state raccolte positivamente dal Ministro Romano in Consiglio dei Ministri dove – sostiene Marini – è stato approvato un testo che fa definitivamente chiarezza. Una vittoria del Made in Italy ottenuta anche grazie alle rassicurazioni giunte dal presidente della Commissione Agricoltura della Camera Paolo Russo rispetto alla corretta interpretazione da dare al parere espresso dalla sua Commissione. E' stato difeso un prodotto che secondo una analisi della Coldiretti è sulle tavole di ben 7 italiani su 10 che ne consumano un quantitativo superiore ai 7 chili a persona ogni anno, proprio per le sue caratteristiche di naturalità”.

Il Presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi commenta così: “Scampato pericolo per lo yogurt. Nei vasetti, come ingrediente base, troveremo ancora latte e non polvere concentrata. E' una vittoria del mondo agricolo, che da subito si è battuto contro il tentativo di modificare la normativa prevista dalla legge 138/74 – spiega Politi – ed è una vittoria degli allevatori e dei consumatori, che hanno la certezza di vedere riconosciute le istanze di qualità e trasparenza nella fabbricazione di prodotti lattiero-caseari. Così è stato premiato il nostro impegno in difesa del settore”. “In questo modo -continua il presidente della Cia- non si rischia di intaccare la genuinità e l'originalità dello yogurt made in Italy. Una garanzia che, se fosse venuta meno, avrebbe potuto compromettere il 'boom' dei consumi. Solo nel 2010, nelle case degli italiani sono entrate oltre 450 mila tonnellate di yogurt, con un giro d'affari di oltre 1,7 miliardi di euro. Tra compatti e liquidi, scremati o interi, con cereali o frutta o integratori, infatti, ogni italiano ne consuma in media sette chili l'anno”.

redattore: GA

Condividi questo articolo