Zancan: assegni familiari passino alle regioni per potenziare i servizi a famiglia

Gestione degli assegni familiari in carico alle regioni (anziché all'Inps, come è attualmente) per potenziare i servizi a sostegno della famiglia. La formula è proposta dalla Fondazione “E. Zancan” di Padova, che ha presentato le sue stime nell'ambito del convegno “Abitare sociale”, organizzato a Vicenza dalla Fondazione “La Casa”.

L'esempio citato per illustrare la formula è quello del Veneto, dove con solo un terzo della quota, stimata per la regione in 600 milioni di euro, si potrebbe raddoppiare l'offerta di posti in asili nido. L'impiego dell'intera cifra, invece, permetterebbe la creazione di 25 mila nuovi posti di lavoro per servizi di interesse sociale.


Secondo i calcoli della Zancan e contenuti nel Rapporto Annuale Inps, nel 2009 i contributi obbligatori versati dalle imprese per finanziare interventi a sostegno della famiglia sono stati 6,1 miliardi di euro, di cui 4,5 destinati agli assegni per il nucleo familiare. Pur non esistendo proiezioni a livello regionale, la Zancan stima in 600 milioni le risorse versate dalle imprese del Veneto per finanziare gli interventi economici a sostegno della famiglia e in 335 milioni la spesa per assegni destinati alle famiglie residenti nel Veneto. “Quest'ultima cifra rappresenta circa il 60% della spesa dei comuni del Veneto per i servizi sociali che, secondo l'Istat, ammontava nel 2008 a 536 milioni di euro, di cui il 30% destinato alla famiglia e ai minori” riferisce Vecchiato.


Dati alla mano, la Zancan fa notare che per gli asili nido, nel 2008, la spesa veneta è stata di 83 milioni di euro, consentendo l'inserimento di circa 14 mila bambini (il 15% dei bambini 0-2 anni), con un costo medio di quasi 6 mila euro l'anno per bambino. Se a questa cifra fosse aggiunto un terzo di quei 600 milioni versati per i contributi, sarebbe possibile raddoppiare l'offerta di posti in asili nido, raggiungendo una copertura del 25%. In alternativa, utilizzando l'intera cifra sarebbe possibile creare 25 mila nuovi posti di lavoro da destinare ai servizi e alle attivita& apos; di sostegno alla famiglia.


Questi soldi, fermi a Roma, in gestione all'Inps come se fossero destinati a interventi previdenziali, sono in realtà destinati all'assistenza alle famiglie dei lavoratori e quindi dovrebbero essere consegnati alle regioni, che hanno la competenza in materia, secondo Vecchiato. Le nuove forme di spesa dovrebbero essere individuate attraverso un lavoro congiunto che coinvolga diversi soggetti, dai sindacati alle associazioni di famiglie, alle istituzioni.

Fonte: www.figliefamiglia.it

Condividi questo articolo