BELLIS PERENNIS

 La margherita di campo, pratolina o bellis perennis è quel fiore che tutti conosciamo che ricopre i campi tra febbraio e marzo. E’ una pianta erbacea perenne il cui nome deriva dal latino (bellus cioè grazioso,) già, ma una delle interpretazioni più affascinanti è quella di “sempre in guerra” nel senso che la pianta cresce affrontando ogni genere di difficoltà: caldo torrido, freddo intenso, vento e pioggia, perciò il preparato di questa pianta nella tradizione Apuana, è indicato a chi deve affrontare una battaglia ogni giorno, o anche un periodo estenuante sia fisicamente che psicologicamente. In inglese è daisy (day’s eye=occhio del giorno, per la capacità di riaprirsi al mattino). E’ considerata pianta infestante, appartenente alla famiglia delle asteracee è diffusissima in Italia e in tutta Europa e si distingue dalla margherita per il suo fusto corto privo di ramificazioni.

Le sue proprietà sono note sin dall’antica Roma. Si narra, infatti, che i chirurghi dell’epoca, ordinassero agli schiavi di raccogliere sacchi pieni di margherite per estrarne il succo con cui bagnare le bende da utilizzare in caso di ferite da taglio. Nel XVI secolo l’erborista inglese Gerard, classificò questa pianta come rimedio per la gotta. E’ stata recentemente sottoposta a sperimentazione quale trattamento per l’infezione da HIV.

Pratolina o margherita di campo e omeopatia: un rimedio per traumi e dolore
I rimedi della Nonna: gli usi popolari
Un tempo, i pastori portavano il bestiame sui monti, al pascolo, e vi rimanevano dalla primavera all’autunno e la margheritina era la pianta più utilizzata per curare ferite e lividi. La sua fioritura precoce rispetto alle altre piante, con la primula, ne permetteva l’utilizzo in anticipo, per i raffreddori, come espettorante e per le tossi . Le foglie e i fiori pestati erano invece applicati sulla pelle per eruzioni, arrossamenti, foruncoli e ascessi.

I componenti e la loro azione
La chimica di cui si compone evidenzia: tannini, resina vegetale, oli essenziali e saponine.

Le SAPONINE (simili a quelle dell’arnica, anche se in concentrazione inferiore) contrastano le infiammazioni e favoriscono il riassorbimento del sangue in caso di colpi o traumi. Sono utili in caso di fragilità capillare, rottura dei piccoli vasi superficiali e per stimolare la produzione di bile e di urina.
I TANNINI hanno proprietà astringenti (ad alte dosi possono irritare le mucose ma in piccole dosi svolgono invece diverse azioni benefiche).

Gli OLI ESSENZIALI svolgono, in generale, azione disinfettante e battericida.
Le RESINE VEGETALI sono sostanze complesse con proprietà purgative e sono efficaci anche nel fluidificare i catarri.
Come è possibile utilizzare la margherita: da alimento, a rimedio, fino alla cosmesi
Come ALIMENTO, vengono aggiunte le foglioline tenere della margheritina alle insalate estive, arricchendole di un sapore insolito e acido.
Si può bere come TISANA, in caso di tosse secca o come depurativo (stimola l’attività dei reni).
In caso di TRAUMI si utilizzano, come in passato, i fiori e le foglie tritate che vengono applicati sulla parte, con una benda per un paio d’ore.
Per uso esterno, che ci perviene dal passato, ha dimostrato proprietà cicatrizzanti.
In COSMETICA, decongestiona il viso, soprattutto la zona intorno agli occhi. E’, come oleolito (olio ottenuto dalla macerazione della pratolina), rassodante e tonificante per le zone del seno, addome, collo e cosce. Rinforza anche la tonicità dei capillari sanguigni ed è molto utile per la circolazione.
In caso di TRAUMI si utilizzano, come in passato, i fiori e le foglie tritate che vengono applicati sulla parte, con una benda per un paio d’ore.
Per uso esterno, che ci perviene dal passato, ha dimostrato proprietà cicatrizzanti.
Le applicazioni in Omeopatia
La semplice margheritina è anche un rimedio omeopatico.
BELLIS PERENNIS viene usato per STRAPPI MUSCOLARI, distorsioni e contusioni, comprese le contusioni profonde, tipo quelle subite dai giocatori di calcio. Viene anche somministrato, in un quadro completo dei sintomi, dai medici omeopati, per alleviare il dolore postoperatorio (soprattutto per interventi all’addome) o per la congestione venosa. E’ chiamato il rimedio del giardiniere perchè si tratta di un rimedio più penetrante dell’Arnica, indicato in tutti i tipi di traumi, in cui l’Arnica non guarisce.

 

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