Coltivare la cipolla: come, quando e quali

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Considerata uno dei capisaldi della cucina italiana, la cipolla è in realtà una specie le cui lontane origini sono asiatiche, ma da lunghissimo tempo viene coltivata in tutto il bacino del Mediterraneo, ed è presente praticamente nelle cucine locali di mezzo mondo, dal Messico alla Norvegia, dove è tradizionale accompagnamento alle aringhe.

La cipolla è molto sensibile alla natura del terreno più che al clima; ecco perché ci sono tanti tipi di cipolle in Italia, per esempio la Borettana, che prende il nome da Boretto, in provincia di Reggio Emilia, in cui viene coltivata fin dal 1400, mentre la celebre cipolla rossa di Tropea, è coltivata in Calabria da oltre 2000 anni.

Il suo sapore dolce è dovuto alla consistente presenza di zuccheri: glucosio, fruttosio, saccarosio. Facilmente digeribile, contribuisce alla dieta alimentare con circa 20 calorie per 100 grammi di prodotto fresco.

Coltivare la cipolla è semplice ma se siete alle prime armi, o se avete poco tempo, conviene scegliere le piantine pregermogliate, consigliate anche se desiderate sperimentare la coltivazione in larghe e profonde cassette. Con le piantine avrete infatti facilità nel misurare le distanze fra gli esemplari. Piantare la cipolla dalla primavera in poi.

La cipolla è una pianta che ha bisogno di terreno molto ben drenato. Si parte con la semina oppure con i bulbetti (cipolline da semina) da collocare lasciando emergere il germoglio, ma è facile trovare in primavera le piantine pronte per il trapianto nell’orto o in terrazzo, in vasche profonde e con substrato ben drenato (ghiaia o argilla sul fondo, terriccio misto a sabbia di fiume).

Tra le varietà consigliabili per la coltivazione in vasi e cassette ci sono le cipolle di piccola taglia, come la “Barletta” bianca e la ibrida “Sasso” con bulbo tondo e buccia dorata (ma l’interno è bianco). Ottimi anche i cipollotti, che sono ottimi anche giovanissimi e croccanti. Per chi desidera le cipolle rosse, si può partire da seme con la celebre “Rossa lunga di Firenze”, o con la “Rossa piatta” da seminare in primavera per raccolti estivi. Numerosissimi sono gli ecotipi locali, alcuni dei quali sono oggi protetti da IGP, come la cipolla di Medicina, nei dintorni di Bologna, la celebre Tropea di origine calabrese, e la cipolla rossa di Montoro. Quasi scomparse, reperibili solo sul mercato locale, sono le cipolle sarde di Banari, facilissima da conservare per mesi in cantina, dolce e squisita, enorme (intorno al mezzo chilo ogni bulbo).

Le irrigazioni saranno moderate e regolari. Alcune varietà a produzione autunnale sono pronte tra settembre e ottobre nei terreni senza ristagno di umidità e con clima autunnale soleggiato.

Attenzione alla conservazione: facilmente le cipolle possono germogliare, fenomeno che viene favorito dalle temperature tiepide. Il nuovo germoglio cresce a spese del bulbo, che si esaurisce e va eliminato. Quando le cipolle sono ben asciutte conviene legarle a treccia e conservarle in luogo asciutto e scuro.

Non tutti sano che

La cipolla rappresenta un prezioso e saporito ingrediente per i nostri piatti, ma porta anche grandi vantaggi per la nostra salute:

1. La cipolla è una vera medicina per il nostro organismo: stimola l’apparato digerente, risolve problemi di ritenzione idrica e migliora la circolazione sanguigna.

2. Ha un effetto diuretico che comporta anche un’azione depurativa del sangue. Risulta utile per ridurre le infiammazioni della prostata.

3. Nel caso di punture di insetti, verruche, foruncoli, ascessi o ustioni superficiali potete applicare sulla parte interessata alcune fette di cipolla cruda che calma prurito e bruciore (non va usata sulle ferite aperte).

4. Per contusioni e stiramenti muscolari, tritate una cipolla e mescolatela a un po’ di acqua e sale fino ad ottenere una poltiglia da spalmare sulla pelle.

Per eliminare l’odore di cipolla dall’alito masticate un pezzo di mela, dei chicchi di caffè, oppure foglie di menta e di prezzemolo, ovviamente mantenendo un’ottima igiene orale. E per togliere l’odore dalle mani, strofinate sulla pelle un poco di sale grosso oppure manipolare la buccia e il succo di arance e limoni: vi lasceranno la pelle gradevolmente profumata dopo aver tagliato la profumatissima e invitante cipolla e l’appetitoso aglio dal profumo inconfondibile.

Di Lorena Lombroso

Fonte: http://giardinaggioweb.net

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