Potatura: le venti regole fondamentali

Potare è un’arte che si apprende molto lentamente: serve esperienza, bisogna avere commesso molti errori. Si dice che sia meglio nel dubbio tagliare poco piuttosto che troppo, ma è una scorciatoia che non sempre porta a benefici: è anche vero che alle volte tagliare poco equivale a non tagliare nulla!

 

Ecco perché abbiamo deciso di condividere alcune regole fondamentali a cui è bene accostarsi prima di impugnare potatoia, troncarami o motosega.. Siamo nel periodo giusto, c’è tempo ancora fino a marzo per aiutare le vostre piante a trovare il giusto “equilibrio”

1

La potatura è necessaria solo quando qualcosa nella pianta inizia ad andare storto. Un cespuglio o un albero avrà bisogno di essere potato se cresce troppo rispetto allo spazio destinatogli, e la fioritura o la fruttificazione cominciano a ridursi.

2

La rimozione di legno vecchio favorisce la produzione di nuovi getti, più robusti e vigorosi, che fioriranno e
daranno frutti di buona qualità. Più severa è la potatura, più forte sarà la nuova crescita. Questo è il principio fondamentale di ogni intervento di taglio.

3

Quando una pianta dà segni di sofferenza, è opportuno eliminare le parti morte o malate: lo sviluppo delle parti sane darà all’esemplare nuove possibilità di vita, anche se può avere come conseguenza un rallentamento momentaneo nella produzione di fiori e frutti.

4

Incrementare la produzione è lo scopo della potatura nelle specie da frutto, che richiedono di norma una potatura annuale, come misura preventiva, più che come cura. Le specie più esigenti in fatto di potatura sono meli, peri, peschi, susini e vite, sia da vino che da uva da tavola.

5

Gli ibridi e le varietà a foglie maculate o variegate rischiano di “regredire”, cioè di produrre rami con fogliame interamente verde. Se non viene potato subito, il fogliame regredito presto si impadronirà della pianta, perché contiene più clorofilla delle altre
parti variegate ed è quindi più vigoroso.

6

è importante potare i succhioni non appena si formano. Si tratta di rami di stupefacente esuberanza, che in genere appaiono sotto il punto d’innesto.

7

Anche i polloni vanno potati subito. Sono rami robusti, ma poco produttivi in termini di fiori e frutti, che nascono da gemme quiescenti o vicino a tagli di potatura sui fusti degli alberi.

8

Un buon motivo per potare le piante è migliorare la loro forma. Rimuovendo le ramificazioni secche o in eccesso, si permetterà alla luce e all’aria di raggiungere il centro della chioma; ciò favorirà la produzione di nuovi rami sani e ben posizionati.

9& lt;/B> Quando si pota un arbusto, un albero o un rosaio, è bene assecondare il portamento naturale della pianta.. Per incoraggiare una crescita ben bilanciata e simmetrica, tagliate i rami robusti in modo leggero, e quelli più deboli con maggiore decisione. Se i rami robusti sono tagliati a fondo e vengono lasciati
numerosi rametti deboli, la pianta non fiorirà.

10

Per i cespugli da fiore che sbocciano in primavera, il momento ideale per la potatura è subito dopo la fioritura, quando ancora ci sono le tracce dei fiori appassiti: in questo modo è facile riconoscere le ramature sulle quali intervenire.

11

Al contrario, gli arbusti che fioriscono a fine estate e in autunno richiedono una potatura a fine inverno. Potare in autunno, infatti, incoraggerebbe la crescita di teneri getti, più esposti ai danni del gelo.

12

Le piante che perdono le foglie in autunno vanno potate dal tardo autunno fino a inverno inoltrato, quando sono in fase di riposo.

13

Sempreverdi: meglio potarli in primavera, passato il pericolo di gelate. La potatura autunnale tardiva rischia di provocare l’emissione di getti destinati a soccombere con l’abbassarsi della temperatura.

14

Quando si trapianta un esemplare arbustivo o arboreo, è sempre opportuno effettuare una
spuntatura sulla parte alta della chioma. Utile anche accorciare le radici, togliendo quelle secche o spezzate.

15

La potatura, in funzione delle esigenze della pianta e degli obiettivi scelti, potrà essere severa, moderata o leggera. La potatura severa implica la rimozione di una grande quantità di nuovi rami di tutta la pianta, o solo nelle zone dove si desidera stimolare una crescita maggiore, eliminandone circa tre quarti, oppure i rami basali, accorciandoli fino alla terza-quarta gemma da terra. La potatura leggera elimina solo una parte della nuova crescita, non più di un quarto della lunghezza dei rami.

16

La superficie di taglio va recisa con la massima precisione, per questo è determinante avere attrezzi affilati e idonei per il tipo di taglio. Una cesoia sottodimensionata, oltre che rischiare di rompersi, provoca un taglio slabbrato e compresso.

17

Quando si taglia tra gemme poste in modo alternato su un ramo, è meglio recidere obliquamente, per consentire
all’acqua di scivolare via dalla superficie tagliata. Quando le gemme sono opposte, l’una di fronte all’altra sui due lati di un ramo, il taglio sarà orizzontale, subito sopra le gemme, senza toccarle né danneggiarle.

18

Se si taglia troppo lontano da una gemma, il legno rimasto al di sopra rischia di seccarsi o di ammalarsi.

19

La capitozzatura degli alberi è una pratica da evitare. Per potare un grande albero secolare, è indispensabile rivolgersi a uno specialista: uno scompenso fra chioma e radici può mettere a repentaglio la stabilità dell’esemplare.

20

Mai potare un albero deciduo se non è in riposo vegetativo. La pratica di potatura su verde, in estate, che si è ultimamente diffusa nelle alberature urbane, provoca una notevole sofferenza agli esemplari.

(Tratto dall’articolo di Lorena Lombroso “20 regole per potare bene”, Giardinaggio, gennaio-febbraio 2007)

Fonte: www.giardinaggioweb.net

Condividi questo articolo