Associazione Italiana Uomini Casalinghi, per un uomo più responsabile

LUCCA – Abbandonare il modello di maschio guerriero, carico di responsabilità e schiacciato dalla razionalità, e riscoprire la cura di sé, del proprio corpo e delle relazioni sociali dedicandosi alle attività casalinghe. Il modello di maschio che promuove l’Associazione Italiana Uomini Casalinghi è quello del bravo casalingo, che si dedica alle attività domestiche e a qualche lavoretto che gli consenta di coltivare i suoi interessi; un maschio che abbandoni l’idea del guerriero e coltivi la sfera della cura, dei sentimenti, delle relazioni sociali.

Un’associazione che promuove in modo pratico questo pensiero e raccoglie al suo interno maschi che scelgano di praticare le faccende domestiche non come supporto alla donna ma come vera e propria responsabilità.
L’idea guida è sempre quella di favorire le donne e di superare l’individualismo e l’antagonismo della società patriarcale, invitando i maschi ad occuparsi piuttosto della cura di persone, ambienti e relazioni. Il tutto attuato non con spirito di militanza né di missione ma come contributo per ricostruire una società matrilineare.
Il maschio che aderisce all’associazione – dichiara Fiorenzo Bresciani – ha normalmente il desiderio di riscoprire il valore delle faccende domestiche e soprattutto non ritiene tale lavoro in nessun modo svilente né contrario a quella che è sempre stata considerata la “virilità” maschile. Un maschio che non si vergogna dell’attributo di casalingo né in senso concettuale né pratico né giuridico come professione da dichiarare sulla carta d’identità. Desidera ottenere gli stessi riconoscimenti pensionistici delle donne casalinghe, favorisce e sostiene l’espletamento di ruoli sociali da parte delle donne, sottraendosi al mito patriarcale della corsa al successo in campo lavorativo e sociale. Un maschio cioè tenero e tranquillo capace di dialogare con le donne in un’ottica di ascolto reciproco.

Poniamo alcune domande a Fiorenzo Bresciani, fondatore e Presidente dell’Associazione.

Quando è nata l’idea?
Regolarmente costituita all’inizio del 2003, ma operativa da circa dieci anni, l’Associazione Uomini Casalinghi raccoglie quegli uomini che in tutta Italia, a tempo pieno o solo parziale, si dedicano alle faccende domestiche.

Qual’è il profilo del’uomo casalingo?
Gli iscritti appartengono alle più varie categorie: la maggior parte sono sposati e solo alcuni, come me, si dedicano totalmente a questo, altri lo fanno con piacere al ritorno dal lavoro, altri sono single che hanno preso coscienza dell’importanza di provvedere da soli a tutte le esigenze domestiche, altri sono uomini in pensione che hanno scoperto il piacere di stare in casa. Come le ho detto la cosa fondamentale per tutti è di considerare le faccende domestiche qualcosa di molto piacevole e per niente svilente della dignità maschile, come viene solitamente intesa.

Che cosa proponete agli uomini? 
Riscoprire il piacere che può dare l’essere partecipi in prima persona di attività che venivano considerate umilianti o poco dignitose per un vero maschio e quanto invece l’essere inseriti in un ottica di accudimento sviluppi maggiormente gli attributi umani compresi quelli maschili. Anzi ci si accorge quanto non ci sia incompatibilità fra questi due aspetti.
Semplicemente cerchiamo di comunicare loro che essere casalinghi può essere uno status sociale non inconciliabile con lo svolgimento di altre attività, anche perchè davvero attualmente può considerarsi un privilegio potersi occupare completamente e a tempo pieno della casa. Quasi tutti i nostri associati si sentono coinvolti nelle attività domestiche pur svolgendo magari attività lavorative le più svariate. Il cambio sta nella visione del ruolo, che mentre prima era considerato svilente per noi adesso invece è fonte di orgoglio.
La dimensione casalinga è un modo di essere che appartiene a ogni uomo : manager, professionista, operaio, impiegato, sportivo. Smessi i panni professionali, tutti gli uomini sono anche casalinghi, svolgendo all’interno della casa, qualsiasi faccenda domestica e investendo attenzioni ed energie nella cura dei propri figli. Questa è una parte del sé che aiuta l’uomo ad acquisire pienezza della propria identità.

La sede dell’Associazione è in Toscana, esattamente in Provincia di Lucca (Pietrasanta) e la prima sede Regionale è a Catania in Sicilia. Conta, fino a oggi, 4’393 soci sparsi in tutta la penisola.

Per informazioni: 
Associazione Italiana Uomini Casalinghi
E-Mail: associazione@uominicasalinghi.it

 

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