Casalinghi non disperati

Il club degli uomini che hanno mollato tutto: siamo quasi 5 mila

TORINO
Su in soffitta, giù in cantina. Disfa i letti, vai in cucina. Lava i piatti. Il fuoco accendi. Poi lava, stira e stendi». Ma Cenerentola non abita più qui. Adesso è l’era dei «casalinghi», nel senso di uomini di casa, e tutt’altro che disperati. Sono un bel gruppo di 4300 riuniti in una sigla e in un «libro manifesto» hanno scritto la loro filosofia di vita: perché le faccende domestiche sono Zen. Parola di Asuc, Associazione uomini casalinghi. Fiorenzo Bresciani è il presidente e il fondatore da quando un’estate mentre faceva la «pummarola d’agosto», ha pensato di lasciare la sua attività di commerciante e occuparsi della moglie, casa e figli. E da allora è felice come scrive sul sito Internet ;www.uominicasalinghi.it e durante una trasmissione tv, dove con Fabrzio Diolaiuti (autore del libro «Casalinghi e contenti, manuale per sopravvivere alle faccende domestiche» Sperling & Kupfer) spiegano ogni giorno: «Da come si stira a come si lavano i vetri, quanto ci vuole, e che detersivi usare».

Età media
L’età media dell’uomo ai fornelli è dai trenta ai cinquant’anni, e giurano quelli dell’Asuc, ci sono anche giovanissimi. «In questi giorni per i padri divorziati – spiega Bresciani -. siamo diventati una specie di sos, loro devono occuparsi dei figli o della casa per la prima volta e non sanno come fare». Così basta una mail, una telefonata e si scopre come accedere al corso di Stirologia ed Epistemologia del bucato, per evitare intere lavatrici di un bel rosa confetto. «L’associazione aiuta gli uomini a stare più vicino alla famiglia – continua il fondatore -. Molti non aiutano in casa: quanti matrimoni si salverebbero se alla sera ci fosse sempre tutto stirato e la cena pronta….». Si tratta anche qui di pari opportunità. «Il nostro libro è sulle pari opportunità» conferma Fabrizio Diolaiuti che l’ha scritto con la sociologa Maria Teresa Tironi. «Non dico di dividere i compiti a casa con il compasso – spiega l’autore – ma il ‘’maschio’’ deve dare una mano, consapevole di quello che fa». C’è anche un decalogo per le «faccende fatte bene» e attenzione all’ambiente perché si usano troppi detersivi: «Con dieci cose si può pulire tutta la casa» ancora Diolaiuti che sottolinea: «Così non si inquina, diamo abbinamenti chimici. Non mancano le esperienze dei vip e le ricette. Le più semplici quelle che si fanno con gli avanzi». E’ una vera e propria nuova moda quella dell’Home loving, «l’amore per la casa», lo spiegano gli esperti come Riccardo Bianco amministratore delegato di Mapa Spontex Italia: «Il modo di prendersi cura della casa è mutato, è un fenomeno in tutto il mondo. Oggi la casa è tornata ad essere centrale, sia per le donne che per gli uomini: si trascorre più tempo tra le pareti domestiche e si denaro: 126 milioni di euro in prodotti per la cura della casa, ogni anno».

Sos e lavoro
I lavori domestici tra l’altro possono anche diventare un lavoro. «Tanti associati da noi hanno trovato anche un lavoro». Scusi Bresciani cosa vuol dire che fanno «le colf»? «Certo. Hanno iniziato a frequentarci magari per aiutare la moglie o perché erano separati e non sapevano come gestire casa e figli. Poi un momento critico del lavoro ed ecco qua: spunta la signora che deve lavare i vetri, sono tanti ed è un lavoro pesante, ci chiama, alcuni hanno iniziato così e adesso fanno le faccende per lavoro». E loro hanno frequentato corsi come: Master in home mangent, Stirologia, Eros e pulizie. Insomma i «casalinghi» stanno provando a convertire i maschi al «ribaltamento dei ruoli per capire in profondità la propria partner». Certo non sarà un bucato a convincere la maggior parte dei mariti e delle mogli, ma i buoni propositi dovranno pure iniziare da qualcosa. «Il vero problema è il modello maschile, l’uomo che ‘’non deve chiedere mai’’ sennò non è abbastanza maschio, che gira in Ferrari. Noi stiamo cercando di modificare questo». Compito non da poco ma intanto il sito ha milleduecento visite al giorno, l’Asuc sta producendo un detersivo ecologico che costa poco – quattro euro cinque chili – e anche una linea di prodotti per il corpo. Chissà come andrà a finire…..

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