Gli uomini casalinghi, ma non abbastanza

Le donne lavorano 183 minuti al giorno più dei mariti. Anche in casa occorre parità tra i generi come accade in Norvegia, Danimarca e Finlandia

La parità tra uomo e donna poteva sembrare un’utopia cinquant’anni fa, ma ora le differenze tra i due sessi si fanno piano piano più sottili, fino a scomparire del tutto in un futuro non lontano. Eppure, c’è un settore in cui la parità tra uomini e donne è ancora lontana: quello dei lavori domestici.

Inutile negarlo, nella maggior parte delle famiglie pulizie, cucina, figli e genitori anziani toccano ancora alla donna. Niente di nuovo. Ma forse la notizia è data da un nuovo studio, durato mezzo secolo, che rivela come gli uomini hanno infilato i guanti, indossato il grembiule e si sono messi ad aiutare le loro compagne nelle faccende di casa, consentendo loro di recuperare un bel po’ di tempo libero.

I ricercatori hanno scoperto, tra il 1961 e il 2011, che gli uomini hanno dedicato più tempo ai lavori domestici, anche se sono soprattutto le donne a dover pulire e cucinare. Le mogli italiane, nel 1980, hanno lavorato ogni giorno 243 minuti in più dei mariti, ma questo numero è sceso a 183 minuti nel 2008.

Nello studio, i ricercatori dell’Università di Oxford hanno analizzato 66 ‘studi a tempo’ per scoprire come la distribuzione del lavoro domestico è cambiato tra il 1961 e il 2011. Dei 19 paesi esaminati, hanno scoperto che le donne in Italia e Spagna hanno trascorso la maggior parte del tempo a fare lavori domestici in questo periodo, con gli uomini limitatisi a dare una mano.

Il quadro generale è di un movimento continuo dove le differenze tra i due sessi si fanno piano piano più sottili con gli uomini che condividono i lavori domestici in modo più equo,’ ha dichiarato Oriel Sullivan, docente di Sociologia di Genere, co-direttore del Centro di ricerca presso l’Università di Oxford e co-autore dello studio. I ricercatori spiegano che i paesi nordici sono i leader nella parità di genere. ‘I ricercatori hanno inoltre riportato che le limitazioni nella parità di genere possono essere il risultato di varie pressioni all’esterno della casa, tra cui le politiche sociali immutabili, gli atteggiamenti sul lavoro, e la comprensione culturale sui ruoli di genere.

‘Il divario di genere nella divisione del lavoro domestico è fortemente legato alle disuguaglianze nel mercato del lavoro,’ ha inoltre concluso il Dr Evrim Altintas, della British Academy Postdoctoral Fellow presso il Centre for Time Use Research, autore della ricerca. ‘Il partner che passa più tempo nel lavoro domestico è in posizione di svantaggio in termini di opportunità di lavoro, e questo influisce negativamente sulle future prospettive di lavoro.’

Alla luce di questo studio, nonostante i passi avanti a livello legislativo in favore della parità, le donne italiane continuano a lavorare ogni giorno 183 minuti più degli uomini. La nuova frontiera della parità dei diritti tra uomini e donne, dunque, passa per la divisione dei lavori domestici. Un primato planetario che vede l’Italia in testa. Confermata d’altronde la disfatta delle italiane relativamente ai tre indicatori fondamentali: tasso d’occupazione (47% rispetto al 60% della media), tasso di fertilità (1,4 figli a testa) e, appunto, quantità di tempo dedicato a cura e pulizie. Inutile negarlo, nella maggior parte delle famiglie pulizie e cucina toccano ancora alla donna. Purtroppo.

Giovanni D’Agata

Fonte: www.primapaginamolise.it/detail.php?news_ID=58471

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