Sindrome della massaia, addio! Quant’è bella la vita del “casalingo”

Sono già 6mila gli iscritti all’Associazione nazionale degli uomini che si dedicano esclusivamente alla cura della casa. Tra raduni, confronti e master di ‘stirologia’ la filosofia è semplice: riscoprire il piacere del lavoro domestico significa riscoprire il piacere della cura di sé.

ROMA – Superare la “sindrome della massaia” si può. Parola di casalingo. Fare i lavori domestici può diventare, infatti, un lavoro piacevole e appagante, soprattutto se non sono le convenzioni sociali a imporlo, ma si tratta di una scelta libera e consapevole. Ne sono convinti gli oltre 5mila aderenti all’Associazione italiana uomini casalinghi, fondata nel 2003 da Fiorenzo Bresciani, che oggi raccoglie consensi anche al di fuori dei confini nazionali, in particolare in Francia, Spagna e Austria. “Tutto è iniziato quando ho chiuso la mia attività commerciale e mi sono ritrovato a casa senza lavoro”, racconta Bresciani. “Mia moglie lavorava e io mi sono dovuto improvvisamente occupare delle faccende domestiche. Piano piano, però, lei mi ha insegnato cosa fare e alcuni trucchi del mestiere. Mi sono appassionato e oggi sono un casalingo a tempo pieno”.

La filosofia dell’associazione da lui creata si basa proprio sulla riscoperta del “piacere” del lavoro domestico. Stirare, lavare per terra e spolverare diventano così mestieri da svolgere ad arte. Tanto che per impararli sono previsti master e corsi ad hoc. “Periodicamente facciamo dei raduni nazionali per parlare di questi temi, ma anche per spiegare agli uomini come sbrigare alcune faccende domestiche”, continua Bresciani. “Io sono docente di ‘stirologia’ e durante il mio corso cerco di far capire che alcune attività come stirare non sono noiose e antipatiche, ma fanno parte della nostra vita e del prendersi cura di se stessi”.

Non tutti gli aderenti all’associazione sono, però, casalinghi a tempo pieno. Tra loro ci sono, infatti, anche molti uomini che lavorano e che non disdegnano, nelle ore libere, di dare una mano in casa quando ce n’è bisogno. Oppure single che hanno preso coscienza dell’importanza di provvedere da soli a tutte le esigenze domestiche e, ancora, uomini in pensione che hanno scoperto il piacere di stare in casa. Tra i principi dell’iniziativa c’è, infatti, la suddivisione dei compiti e delle responsabilità in modo equo e l’idea che per vivere con serenità bisogna coinvolgere tutta la famiglia nei lavori domestici.

“Ancora oggi gli uomini sono il sesso pigro e le donne ne hanno le tasche piene”, si legge sul sito dell’associzione. “Il 60 per cento degli uomini non si mette mai davanti ai fornelli, l’ 80 per cento non ha mai stirato una sola camicia in vita sua e l’85 per cento non ha mai fatto una lavatrice. Quello che vogliamo comunicare agli uomini è riscoprire il piacere che può dare l’essere partecipi in prima persona di attività che venivano considerate umilianti o poco dignitose per un vero maschio e quanto, invece, l’essere inseriti in un’ otticadi accudimento sviluppi maggiormente le doti umane, comprese quelli maschili”. E le donne sollevate di un peso ringraziano. Auspicando la tanta agognata parità dei sessi anche tra le mura domestiche.

(ec/roma)

Fonte: www.inail.it/cs/internet/comunicazione/news-ed-eventi/news/n164663466_sindrome_della_massaia_addio_.html

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