Uomini italiani, massai per passione

Nell’uomo esiste un’anima casalinga che deve essere assolutamente riscoperta, per riportare alla luce valori dimenticati, come la vita familiare, completamente cancellata dall’affannosa ricerca quotidiana del successo nel campo del lavoro. Animato da tale convinzione, Fiorenzo Bresciani nel 2003 ha deciso insieme a Michele Polidori, di fondare un movimento per promuovere tra gli uomini italiani un nuovo modello di maschio, per nulla carico di responsabilità o schiacciato dalla razionalità, ma piuttosto dedito alla cura di sé, della casa e della famiglia.

“Basta uomini machi e muscolosi” inneggia il presidente dell’Associazione Uomini casalinghi, che ad oggi raccoglie oltre seimila iscritti ed annovera più di 40.000 simpatizzanti in Italia. D’altronde, secondo le stime elaborate da varie ricerche pubblicitarie, gli uomini del Bel paese che cercano di dedicare almeno parte del loro tempo alle faccende domestiche sono ben quattro milioni. Casalinghi a tempo pieno, secondo i dati disponibili, non sarebbero invece più di 3-400 mila. Ma per tutti loro, fierissimi di saper cucinare, lavare i panni e stirare la biancheria, Bresciani è convinto valga la pena ottenere una maggior sicurezza tra le pareti domestiche, un’assicurazione contro gli infortuni ed una pensione integrativa, oltre ad una valorizzazione del ruolo all’interno della famiglia.

Ma qual è il ritratto del vero casalingo italiano? Non si tratta di single, innanzitutto, ma di uomini sposati, per lo più mariti di donne manager che le sostituiscono in tutto e per tutto nelle faccende domestiche. La categoria abbraccia tutte le età: c’è persino qualche venticinquenne che confessa senza vergogna di essere appassionato di cucito o di uncinetto. Non crediate però che il casalingo trascorra la sua giornata tra le mura di casa: terminate le faccende domestiche, che richiedono in media quattro ore giornaliere, ama coltivare le proprie passioni. Il massaio vive soprattutto al Nord (le regioni che ne contano di più sono la Liguria e il Piemonte), dove è più elevato il numero delle donne che lavora, mentre al Sud tale figura è guardata con sospetto. Lo stesso Bresciani, Presidente del movimento Uomini Casalinghi, ha dismesso i panni del lavoratore da una decina d’anni.

Da qualche tempo l’associazione ha deciso di acquisire visibilità anche attraverso il Web, con l’apertura di un sito internet che la rappresenti e la faccia conoscere. Sul portale sono pubblicati lo statuto e le finalità che animano gli associati, ritratti fra amici e parenti in una simpatica Photogallery. Ma si dà anche notizia delle varie iniziative per trascorrere insieme il proprio tempo libero, vi è un elenco di squisite ricette con cui sbizzarrirsi ai fornelli e, molto presto, verrà aperta un’area speciale, il Mercatino di Fiorenzo, attraverso cui acquistare online tutti i prodotti dell’associazione: magliette, grembiuli e gadgets.

Insomma, la figura del macho è destinata a tramontare. Perchè “le famiglie in cui l’uomo fa i lavori domestici sono più tranquille, in casa c’è una maggiore armonia e… si divorzia meno”. Ad affermarlo è ancora Bresciani, convinto che il giusto equilibrio per la felicità di coppia sia basato proprio su uno scambio di ruoli: lei si sfoga nella carriera e lui si abbandona alle occupazioni domestiche.

 Fonte: www.spaziodonna.com

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