Aumentano i casi di Listeria, soprattutto fra gli anziani. Nel 2015 la listeriosi ha colpito circa 2200 persone e causato 270 morti, il numero più alto mai segnalato nell’Unione europea: sono in aumento soprattutto i casi nelle persone over 64 anni (dal 56% del 2008 al 64% del 2015) e sono quasi raddoppiati i casi nelle persone anziane di età superiore a 84 anni. Questo il dato più preoccupante che emerge dal rapporto annuale EFSA-ECDC  sulle malattie zoonotiche, che comprende anche gli ultimi andamenti di salmonellosi, campilobatteriosi ed epidemie veicolate da alimenti nell’Unione europea.

Il rapporto EFSA-ECDC si basa sui dati raccolti da 32 Paesi europei aderenti (28 Stati membri e Norvegia, Islanda, Svizzera e Liechtenstein) ed è di aiuto alla Commissione europea e agli Stati membri dell’UE nel monitorare, controllare e prevenire le malattie zoonotiche. Le zoonosi sono malattie che possono essere trasmesse direttamente o indirettamente tra animali ed esseri umani o che sono veicolate dal consumo di alimenti contaminati. La listeriosi è causata dai batteri Listeria monocytogenes, che possono sopravvivere in cibi trasformati, conservati, refrigerati e pronti al consumo, come carni e pesci lavorati, salumi, prodotti lattiero-caseari come formaggio a pasta molle, burro e latte, specialmente se crudo, panini e insalate pronti.

“E’ preoccupante che continui a esserci una tendenza all’aumento dei casi di Listeria, che si verificano soprattutto nella popolazione anziana. L’ECDC sta lavorando con gli Stati membri per migliorare la sorveglianza sulle malattie veicolate da alimenti e acque, a partire da Listeria, poiché la precoce individuazione di cluster ed epidemie importanti può aiutare a prevenire ulteriori casi – ha dichiarato Mike Catchpole, direttore scientifico dell’ECDC – Questa è una minaccia per la salute pubblica che può e deve essere affrontata”. Sostiene Marta Hugas, a capo dell’Unità “Pericoli biologici e contaminanti” all’EFSA: “Raramente la Listeria ha superato i limiti di sicurezza stabiliti per legge negli alimenti pronti al consumo, che sono la più comune fonte di origine alimentare tra le infezioni umane. Tuttavia è importante che i consumatori seguano le istruzioni per la conservazione fornite dai produttori e le linee guida delle autorità nazionali circa il consumo di alimenti”.

Il rapporto evidenzia inoltre che nel 2015 ci sono stati 229.213 casi di campilobatteriosi: si tratta della malattia di origine alimentare più comune, e con dati in crescita dal 2008. Il Campylobacter si trova soprattutto tra i polli e nella carne di pollo. La seconda malattia di origine alimentare più comune nell’Unione europea è la salmonellosi – la salmonella si trova soprattutto nel pollame, la causa più comune di epidemie da salmonella è associata al consumo di uova. I casi di salmonellosi sono aumentati da 92.007 nel 2014 a 94.625 nel 2015. L’aumento negli ultimi due anni è in parte dovuto al miglioramento della sorveglianza e al miglioramento dei metodi diagnostici, dice l’Efsa, ma a lungo termine “la tendenza è ancora in calo e la maggior parte degli Stati membri ha raggiunto i propri obiettivi di riduzione per Salmonella negli allevamenti di pollame”. Andando a guardare infine i focolai infettivi veicolati da alimenti, sono 4362 quelli di origine alimentare segnalati nel 2015:  la causa più comune è stata la Salmonella associata al consumo di uova, anche se dal 2010 il numero di focolai di Salmonella è sceso del 41%.