Ddl concorrenza, Federconsumatori e Adusbef: liberalizzare farmaci fascia C

 

Liberalizzare i farmaci di fascia C, quelli prescritti dal medico ma totalmente a carico dei cittadini, e portarli fuori dal canale esclusivo delle farmacie: è quanto chiedono Federconsumatori e Adusbef, che hanno scritto al presidente e ai componenti X Commissione del Senato affinché, nella legge sulla concorrenza, venga reintrodotta la norma che prevede la liberalizzazione dei farmaci di fascia C. Un provvedimento che negli ultimi anni è costantemente naufragato, nonostante i tentativi fatti e le pressioni delle associazioni di parafarmacie e dei Consumatori.

Da tempo invochiamo norme tese alla liberalizzazione dei farmaci di fascia C, come già avvenuto in passato per i cosiddetti farmaci da banco, con importanti benefici per i cittadini – riporta la lettera inviata ai Senatori – Un’operazione di fondamentale importanza, in quanto permetterebbe di raggiungere due obiettivi: da un lato il contenimento del prezzo (con un risparmio calcolato dall’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori pari a circa 42 euro annui a famiglia), dall’altro l’allargamento della struttura distributiva di tali farmaci”.

La battaglia sulla liberalizzazione dei farmaci di fascia C va avanti da tempo, fatta propria dalle sigle rappresentative delle parafarmacie, della grande distribuzione e dei Consumatori, che a più ripreso hanno chiesto di inserire nei provvedimenti sulla concorrenza una misura che aprirebbe il mercato e permetterebbe alle famiglie di risparmiare. Quanto? Da uno a due euro e mezzo per farmaci di uso comune ma per i quali serve la ricetta – si tratta di antinfiammatori, antidolorifici, ansiolitici, anticoncezionali, pomate – con cui ogni famiglia potrebbe arrivare a risparmiare fino a 53 euro l’anno in medicinali. Liberalizzando la vendita dei farmaci di fascia C ogni famiglia potrebbe risparmiare da 27 a 53 euro l’anno, ha stimato ad esempio la campagna Liberalizziamoci, piattaforma aperta creata da Conad, che ha portato in Senato 170 mila firme a sostegno della richiesta.

La discussione sul ddl concorrenza fa sì che il tema continui a essere aperto. “E’ necessario assicurare e facilitare l’accesso ai farmaci, allargando il canale di vendita alle parafarmacie, dove è garantita la presenza di un professionista dotato di laurea in Farmacia – dicono Federconsumatori e Adusbef – Un provvedimento in tal senso consentirebbe, da un lato di rispondere meglio alle esigenze della popolazione, dall’altro di ampliare la disponibilità di strutture in grado di introdurre importanti elementi competitivi nel settore”.

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