Dieci vaccini per andare a scuola. Il Senato approva il decreto

 

Il Senato ha dato il via libera definitivo al Decreto Vaccini. Con 171 voti favorevoli l’Aula ha approvato le modifiche apportate al testo originario: saranno quindi 10 e non più 12 le vaccinazioni obbligatorie per potersi iscrivere a scuola a cui i nati dal 2017 dovranno sottoporsi. I bambini nati negli anni tra il 2001 e il 1016 dovranno sottoporsi alle vaccinazioni previste dal calendario vaccinale corrispondente al loro anno di nascita.

Il dibattito che ha preceduto l’approvazione del Decreto è stato particolarmente intenso ma fortemente motivato dall’evidenza relativa all’aumentare di casi di malattie infettive che da tempo non si manifestavano in maniera così consistente. Un esempio su tutti: il morbillo che dall’inizio del 2017 ha fatto contare 3.676 contagi e 3 vittime.

Secondo le disposizioni appena approvate, dunque, un bambino per poter frequentare l’asilo nido o la scuola dell’infanzia dovrà essere in possesso della vaccinazione anti poliomielite, anti difterite, anti tetanica, anti epatite B, anti pertosse, anti Haemophilus influenzae tipo B. A queste prime 6 vaccinazioni che resteranno con obbligo permanente, se ne aggiungono altre 4 per le quali l’obbligo resterà in vigore fino a diversa successiva valutazione: anti morbillo, anti rosolia, anti varicella e anti parotite.

In caso di mancato adempimento delle disposizioni vaccinali da parte del genitore, il bambino da 0 a 6 anni non potrà iscriversi a scuola, mentre i minori da 6 a 16 anni potranno frequentare le aule ma il dirigente scolastico avrà l’obbligo di effettuare una segnalazione entro 10 giorni dall’iscrizione.

In entrambi i casi, ad ogni modo, la mancata vaccinazione comporta una sanzione pecuniaria che va da un minimo 100 e al massimo 500 euro. In origine la multa prevista andava dai 500 ai 7.500 euro. Il Decreto nella sua forma attuale cancellata anche la previsione che stabiliva la perdita della patria podestà.

Confermata invece l’istituzione dell’anagrafe vaccinale e per l’integrazione degli obbiettivi dell’unità di crisi che monitora le attività del Servizio sanitario nazionale “per renderli funzionali alle esigenze di coordinamento tra tutti i soggetti istituzionali competenti in materia di prevenzione delle malattie infettive nonché di regia rispetto alle azioni da adottare in condizioni di rischio o allarme”.

Il Senato ha poi approvato l’emendamento presentato dalla relatrice Manassero che prevede che un soggetto già immunizzato potrà adempiere all’obbligo vaccinale con vaccini in formulazione monocomponente o combinata in cui sia assente l’antigene per la malattia per cui si è già coperti.

 

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