Sul mercato italiano manca da qualche tempo il farmaco salvavita Vercite, usato per patologie onco-ematologiche. Quanti sono i pazienti costretti a interrompere la terapia e a ricorrere a farmaci sostitutivi? Quali i rischi di questi cambiamenti? Se lo chiede Federconsumatori, che denuncia la cessata commercializzazione del farmaco, annunciata già dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) lo scorso ottobre.  In una comunicazione ufficiale datata 6 ottobre 2015, l’Aifa comunica infatti che il medicinale Vercite non sarà più disponibile (a partire dal 31 ottobre) per la commercializzazione a causa della scadenza dell’ultimo lotto in distribuzione.

“La criticità è determinata dal fatto che sia il produttore del principio attivo che il produttore di prodotto finito, hanno deciso di interrompere la produzione delle compresse”, spiega l’Aifa, precisando che un’azienda francese sarebbe interessata ad acquisire i diritti e a riprendere la commercializzazione in Italia del medicinale ma che non si è in grado di stimare i tempi del passaggio.

Continuiamo a ricevere segnalazioni di cittadini che denunciano la mancata reperibilità del farmaco salvavita Vercite, prescritto per patologie onco-ematologiche. Abbiamo segnalato l’emergenza sia all’Aifa che al Ministero, ma finora le nostre domande e le richieste di cura dei cittadini rimangono senza risposta – denuncia oggi Federconsumatori – Insistiamo a chiedere: quanti sono i pazienti  costretti a interrompere la  abituale ed efficace terapia ed a sperimentare costosi farmaci sostitutivi con costi personali e sanitari? Quanti i rischi e quali sono gli effetti negativi? Di chi è la responsabilità, a seguito della  cessata commercializzazione e del mancato ripristino della disponibilità dello stesso prodotto?”.

L’associazione punta il dito anche contro il Ministero della Salute: “Il Ministro Lorenzin ha ignorato e continua a ignorare quanto sia grave la situazione e quanto sia irresponsabile non garantire la continuità delle cure a fronte di malattie che, se non curate, possono diventare mortali. Il Ministro – dice Federconsumatori – non ha nemmeno mai risposto alla nostra lettera 20 ottobre scorso, nella quale, oltre a  segnalare il caso Vercite, abbiamo chiesto di non  sottovalutare l’allarme sociale e abbiamo suggerito di  prendere in considerazione la utilità di attivare lo Stabilimento Chimico Farmaceutico per evitare di ricorrere a terapie sostitutive, che comportano ulteriori rischi e disagi per i pazienti e conseguenti rischi e costi sanitari per le necessarie verifiche di efficacia e tollerabilità”.