Privacy: botta e risposta tra farmacie e parafarmacie su ritiro referti analisi

 I referti relativi a prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale possono essere consegnati, oltre che presso la struttura sanitaria che li ha redatti, solo presso “farmacie pubbliche e private operanti in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale” (decreto Ministero della salute, 8 luglio 2011) e non anche per altre categorie di soggetti (ad esempio parafarmacie, ndr). A ribadirlo, nel corso della presentazione della Relazione annuale della sua attività, è stato il Garante per la protezione dei dati personali, Antonello Soro.

Le parole dell’Autorità hanno però suscitato la reazione dei rappresentanti della categoria dei parafarmacisti che giudicano “poco comprensibile” la sortita del Garante.

Secondo la Federazione Nazionale Parafarmacie, l’affermazione del Garante sarebbe in contrasto con quanto già indicato dall’Antitrust che invece aveva rilevato una ingiustificata posizione dominante concedere solo alle farmacie la possibilità di attivare servizi di prenotazione e consegna referti (CUP) negandole alle parafarmacie.

Quale sia la differenza se un referto medico viene consegnato in farmacia o in parafarmacia da un farmacista non è dato saperlo”, dicono dalla Federazione.

“La confusione che regna intorno alla nostra professione è causata dal limbo normativo nel quale le parafarmacie ed i farmacisti che vi lavorano sono rimasti da anni sospesi”, precisa Davide Gullotta, presidente della Federazione “Questo accade per un solo motivo: la politica ha lasciato a metà l’esperienza parafarmacia, senza avere il coraggio e la voglia di trovare una soluzione che possa tutelare i farmacisti che in questi anni hanno investito in proprio e creato lavoro sul territorio”, aggiunge Gullotta.

Sul fronte opposto, il neo presidente di Federfarma, Marco Cossolo, esprime invece soddisfazione per l’intervento del Garante della privacy con il quale “si sancisce che le farmacie e le parafarmacie non sono la stessa cosa”. “Ciò che distingue le prime – a partire dal convenzionamento con il Ssn – è alla base delle esclusive riconosciute loro”, spiega Cossolo sull’house organ del sindacato farmacisti.

La presa di posizione è per me un ulteriore sprone a cercare con i colleghi delle parafarmacie non la contrapposizione ma il dialogo, per arrivare a una soluzione condivisa e sostenibile per tutti. I nostri colleghi si rendano conto che sono stati illusi da progetti poi dimostratisi infelici nei fatti, dove per fatti intendo evidenze come i pronunciamenti della Corte di giustizia europea, della Corte costituzionale, di svariati Tribunali amministrativi regionali e per ultimo del Garante privacy”.

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