Responsabilità medica, Feder: si rischiano passi indietro nelle tutele del paziente

Nei primi giorni del 2017 il Senato ha approvato il ddl Gelli sulla responsabilità professionale del personale medico. Il provvedimento introduceva alcune novità sostanziali, ossia “l’obbligo di assicurazione per tutte le strutture sanitarie pubbliche e private, tentativo obbligatorio di conciliazione e depenalizzazione della colpa sanitaria, ovvero il medico che avrà rispettato linee guida e buone pratiche definite da Società scientifiche e istituzioni, non risponderà penalmente del suo operato; Istituzione di Centri regionali per la gestione del rischio sanitario e di un Osservatorio nazionale sulla sicurezza in sanità; il risarcimento inoltre avverrà sulla base delle tabelle sul danno biologico”.

Alla fine del mese scorso sono stati presentati i per le proposte di modifica al ddl e, entro febbraio, è prevista la discussione in aula e l’approvazione definitiva della Camera.

Fin dal primo momento, Federconsumatori aveva sottolineato l’importanza di “portare i cittadini a conoscenza del disegno di legge, informandoli su quali sono i rischi e le criticità che ne derivano. L’onere della prova a carico del paziente, infatti, rappresenta un grave ostacolo alla possibilità di ottenere giustizia nel caso di errori medici”.

In tal senso Federconsumatori chiede un impegno serio e concreto da parte delle forze politiche, affinché affrontino con la massima trasparenza ed equità questa delicatissima tematica che attiene ad un diritto costituzionalmente garantito: quello alla salute. Una tutela della salute efficiente e di qualità.

L’associazione ritiene necessario che l’approvazione della legge sia preceduta da un approfondimento del reale impatto economico della medicina difensiva, rispetto all’inefficienza di spesa nel nostro Paese con una spesa sanitaria pro capite già bassissima. Due i punti principali sui quali è necessario fare chiarezza: la riduzione delle richieste risarcitorie a fronte di un incredibile aumento delle polizze assicurative, senza il minimo intervento delle istituzioni preposte a verificare l’operato dei gruppi finanziario -assicurativi di riferimento; la sicurezza delle cure e l’accertamento dei fatti e delle responsabilità.

Si tratta di elementi fondamentali da cui partire per valutare con trasparenza ed obiettività l’opportunità e le criticità relative alla nuova normativa sulla responsabilità medica”, commentano da Federconsumatori per la quale la legge in discussione rischia di segnare un grave arretramento nell’ambito della tutela del paziente.

Diverse le proposte avanzate dall’associazione per dare e voce e tutelare le richieste dei cittadiniinteressi moratori maggiorati a sanzione dei ritardi delle assicurazioni nelle liquidazioni dei sinistri; stringenti profili d’incompatibilità a garanzia della terzietà dei consulenti tecnici d’ufficio; regolamentazione specifica sulla redazione e conservazione della documentazione medica; regolamentazione specifica sulla redazione del consenso informato per tutti gli interventi invasivi e per l’informativa in generale con riferimento a tutte le prestazioni sanitarie; regolamentazione specifica relativamente alla gestione ed al controllo delle liste d’attesa; individuazione di profili di responsabilità aggravati per il personale dirigenziale per i deficit organizzativi, sia in termini strutturali che di rispetto della trasparenza; ampliamento dei dati di pubblica rilevanza da riportare sui siti aziendali anche per gli aspetti strettamente sanitari, (quali, ad esempio, i dati sulle infezioni nosocomiali), da considerare come aspetto qualificante dei LEA; individuazione di profili di responsabilità aggravati per le compagnie assicurative sanzionando autentiche storture concorrenziali del mercato assicurativo nel settore sanitario; potenziamento dei poteri delle associazioni di rilievo nazionale per l’avvio di possibili class action.

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