Ricino (ricinus communis): proprietà e rimedi

 

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Ricino (ricinus communis): proprietà terpeutiche, i benefici e gli impieghi della pianta oltre ad i metodi d’uso

E’ stato sperimentato in omeopatia.
Vi hanno mai raccontato, i vostri nonni, l’uso dell’olio di ricino dervitato dalla pianta Ricinus communis Veniva utilizzato, due volte l’anno, per pulire l’intestino, come depurativo e nell’italia fascista era la “purga del sovversivo”. Ma il caro e vecchio olio di ricino possiede altre virtù oltre a quelle relative all’intestino: utilissimo per ristrutturare i capelli sfibrati, viene citato da Cayce nei suoi impacchi, per svariati disturbi: costipazione cronica, disturbi alla cistifellea, artrite e molti disturbi addominali.

Ricinus communis: benefici per capelli, ciglia, sopracciglia e unghie.

La tradizione popolare ci tramanda l’uso dell’olio di ricino, non solo come lassativo, ma come terapia per il trattamento di svariati disturbi. Probabilmente, tutti conoscono il suo uso come cosmetico per i capelli: per le sue proprietà ammorbidenti in caso di secchezza o per capelli sfibrati da trattamenti liscianti e tinture. Riequilibra il grasso in eccesso, previene le doppie punte e si può produrre una miscela, in ragione di due parti di olio di mandorle dolci (o olio di cocco) e una parte di olio di ricino, con la quale massaggiare i capelli inumiditi su lunghezze e punte.  Partendo dalla miscela precedente, si può, aggiungendo del miele ottenere un ottimo impacco reidratante e ristrutturante. Sempre sui capelli inumiditi, stendere la miscela avvolgendo i capelli in una cuffia da doccia o un asciugamano caldo, lasciare in posa per almeno un’ora. E’ efficace se tenacemente riuscirete a perseverare, almeno 2 impacchi a settimana per un mese. Non eccedete con l’olio che, essendo viscoso, ha necessità di un buon lavaggio, ne basta poco. L’olio di ricino è ristrutturante anche per ciglia e sopracciglia; per questa applicazione potrete servirvi di un vecchio applicatore del mascara.
E’ noto, dalle varie pubblicità, che capelli, ciglia, sopracciglia e anche le unghie (applicate la miscela anche lì, rinforza le unghie fragili) hanno in comune la cheratina,  proteina presente appunto, nelle unghie e nei peli (anche nelle corna dei mammiferi!). Si presume, non vi è ancora certezza scientifica, che l’olio di ricino abbia notevole affinità con la cheratina e questo spiega le sue proprietà e il suo ampio utilizzo
Dell’industria cosmetica; per uso esterno rientra nei componenti di oli solari, oli da bagno e prodotti per il cuoio capelluto.
e’ idratante: massaggiato sulla pelle, forma un film che riduce l’evaporazione dell’acqua, trattenendo l’idratazione fisiologica.

Ricinus communis: caratteristiche della pianta

E’ una pianta perenne, spesso coltivata come annuale e a scopo ornamentale, con fusti alti fino a 2-3 metri. Le foglie palmate sono dentellate ai margini, i fiori sono riuniti in pannocchie all’apice e i frutti sono capsule che contengono grossi semi marmorizzati, estremamente velenosi per la presenza di ricina , una proteina altamente tossica; ne bastano 5-6 per uccidere un uomo. Nella spremitura per ottenere l’olio, la ricina rimane nel pannello residuato dalla compressione.
La pianta, della famiglia delle euforbiaceae, è nativa dell’africa tropicale e il suo uso risale all’antichità. L’uso dell’olio di ricino per le lampade ma anche come unguento per il corpo è conosciuto dall’antico egitto; in india, oltre alle lampade era usato come lassativo.
Cosa contiene l’olio derivato dal ricinus communis
L’olio di ricino è un olio molto viscoso, caratteristica mantenuta a temperature molto basse e molto alte, è poco infiammabile e non secca all’aria . E’ un trigliceride dell’acido ricinoleico e probabilmente a questo acido, presente per il 90%,  si deve la maggior parte delle sue proprietà.
Oltre che per i capelli… È stata dimostrata l’efficacia come preventivo nei confronti di alcune specie di virus, batteri, lieviti e muffe; infatti viene usato per trattare la tinea, infezione micotica che colpisce le unghie (onicomicosi) il cuoio capelluto,  la barba e altre parti del corpo. Anche la cheratosi, alterazione dell’epidermide che si inspessisce, con le abrasioni, l’acne e il prurito trova lenimento nell’applicazione dell’olio di ricino.
Un panno imbevuto di olio di ricino viene usato come impacco sulla zona da trattare nei casi di malattie della cute.
Alcuni studi hanno evidenziato che gli impacchi di olio di ricino possono migliorare la funzionalità del timo e del sistema immunitario.

Le proprietà del ricinus communis e dell’olio di ricino secondo Edgar Cayce

Il famoso, quanto discusso cayce, il “profeta dormiente”, l’uomo più misterioso d’america era un grande sostenitore degli impacchi e dei massaggi con l’olio di ricino. Attribuiva molte proprietà all’olio di ricinus communis, spesso collegate al sistema linfatico; ripuliva il sistema  per detossificare e poi procedeva con la cura. Lo indicava per favorire il flusso di  latte, in caso di verruche, per le problematiche relative alla colecisti, per le coliti, costipazioni, calcoli biliari, indolenza del fegato, cellulite, artrite… “le irrigazioni del colon, con gli impacchi di olio di ricino e la manipolazione, sono veramente il marchio di fabbrica caratteristico della terapia senza farmaci di cayce”. Mentre le proprietà dell’olio di ricino sono note ai guaritori popolari da migliaia di anni, per i mali di stomaco e dei reni e per le coliche infantili, l’uso che cayce faceva degli impacchi di olio di ricino sembra essere esclusivamente suo.  I suoi impacchi venivano eseguiti piegando una flanella intrisa di olio di ricino con l’applicazione di un termoforo, l’impacco doveva essere tenuto per un’ora e ripetuto ogni giorno fino a miglioramento. Il massaggio invece,, si esegue con movimenti che seguono il percorso linfatico per migliorarne la circolazione e favorire l’espulsione delle tossine.

Edgar Cayce e Pierantonio Di Coste.
Anche questa ricerca sull’olio di ricino che segue quella sul verbasco nasce dalla lettura del libro “il manuale della salute di edgar cayce”. E’ un libro che si consulta inizialmente per ciò di cui si soffre e poi, cattura per la quantità di informazioni utili e utilizzabili.
Edgar cayce (1877-1945) fu il “profeta dormiente”, molto conosciuto negli usa. A lui si rivolsero personaggi famosi e, anche se il suo metodo diagnostico era decisamente paranormale, le sue cure non lo erano. Le sue cure comprendevano esercizi fisici, osteopatia, fisioterapia, idroterapia , massaggi e rimedi di tipo alimentare, a volte strani ma efficaci. Trentasei libri diffusi in milioni di copie e innumerevoli articoli su giornali e riviste sono stati scritti su cayce; in italia è stato studiato e tradotto da pierantonio di coste, fondatore spirituale del sito naturopataonline, e ricercatore dello spirito umano.
Precauzioni: evitare il fai-da-te e consultare preventivamente il medico di fiducia. Utilizzare oli di qualità, pressati a freddo.

Ricinus communis in omeopatia

In omeopatia, i semi maturi del ricinus communis, altamente tossici, vengono macerati in alcol, filtrati, diluiti e succussi…tranquilli, il rimedio non è tossico!
Anche in omeopatia, il rimedio derivato dal ricinus communis è elettivo per l’apparato digerente. I sintomi per cui in genere è prescritto (insieme ai sintomi psichici del paziente) sono: nausea, vomito abbondante, diarrea. A questi sintomi si associano, spesso, disidratazione, prostrazione per via della diarrea, sete intensa e inappetenza. E’ un rimedio che andrebbe sperimentato ulteriormente, che annovera fra le generalità il peggioramento con la pressione sull’addome.

Autore: Naturopata Angela Ballarati

Fonte: www.naturopataonline.org

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