Salute delle donne e ambiente, Guardiane della Terra: “Serve cambio di passo”

 

Il legame fra salute delle donne e ambiente esiste eccome. Ma il Ministero della Salute non lo vede, se è vero che i fattori ambientali che hanno un impatto sulla salute femminile sono rimasti esclusi dai tavoli di lavoro della Giornata nazionale della salute della donna, che si è celebrata nello stesso giorno della Giornata della Terra. La denuncia viene dal Coordinamento Donne Salute e Ambiente che qualche tempo fa ha lanciato la campagna “Guardiane della Terra – Il futuro delle donne è il futuro del pianeta“.

Inquinamento e siti contaminati hanno un impatto devastante sulla salute. In Italia, denuncia il Coordinamento, l’infertilità colpisce il 15% delle coppie e a Taranto, città molto inquinata, l’incidenza di tumori al collo dell’utero è superiore dell’80% alla media regionale di riferimento. Dati drammatici riguardano l’abortività: “Si calcola che l’abortività spontanea correlata all’inquinamento atmosferico nel sud Italia aumenta del 19,7% per ogni 10 µg al m3 di PM10 e del 33,6% per la stessa quantità di ozono”, dice ancora la sigla, che denuncia il costo economico delle emergenze ambientali sulla salute delle donne. “I costi economici per i danni alla salute femminile causati dall’esposizione a interferenti endocrini come ftalati, parabeni, diossine, pcb etc. ammontano ogni anno a 1,5 miliardi di euro”.

Un passo indietro. Il 22 aprile si è svolta in tutto il mondo la Giornata della Terra. La stessa giornata in Italia è stata dedicata alla Salute della donna, un evento fortemente voluto dal Ministero della Salute e giunto alla seconda edizione. “Molto è stato fatto in un anno a partire dalla prima giornata nazionale della Salute della donna, nel 2016, quando ci siamo dati 50 obiettivi che intendevamo raggiungere – ha detto il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin –  Nei nuovi Livelli Essenziali di Assistenza abbiamo stanziato più di un miliardo di euro per nuove prestazioni sanitarie, moltissime delle quali sono a favore delle donne: abbiamo riconosciuto tra le malattie croniche esenti dal ticket l’endometriosi che colpisce centinaia di migliaia di donne, abbiamo lavorato sugli screening neonatali, sull’epidurale, abbiamo realizzato nuovi percorsi sicuri per il parto e lavorato moltissimo su tutta la parte legata all’oncologia e alle demenze”. Così il Ministro Lorenzin durante la Giornata. “Mettere la prevenzione al centro della salute della donna in ogni fase della sua vita: non è un tema retorico – ha detto il Ministro –Salute della donna significa innanzitutto riconoscere la medicina di genere, riconoscere la nostra specificità biologica. Perché siamo diverse dagli uomini: abbiamo una biologia e una fisiologia diversa. Un sistema ormonale diverso. E questo rende necessario tarare  i farmaci su di noi, fare della ricerca specifica. Ecco perché come Ministro ho inserito la medicina di genere non solo nell’Agenda italiana ma anche in quella internazionale europea che porterò al G7″.

Tanti i temi che sono stati affrontati nella Giornata, ma secondo il Coordinamento Donne Salute e Ambiente – che riunisce organizzazioni, comitati ed esponenti della comunità scientifica e che nel settembre 2016 ha lanciato la campagna Guardiane della Terra – i fattori ambientali impattanti per la salute femminile sono stati trascurati dai lavori. La Giornata ha dimenticato, questa l’accusa, che “sulla salute umana – e su quella delle donne – hanno grande impatto le condizioni ambientali”. Sostiene il Coordinamento: “Il Ministero della Salute, guidato da Beatrice Lorenzin, ha individuato 10 aree tematiche considerate prioritarie per garantire la piena tutela della salute femminile. Peccato che tra le questioni più urgenti da affrontare non vi sia accenno alle condizioni ambientali e ai loro impatti sulla salute, nonostante l’emergenza contaminazione sia diffusa da nord a sud del paese e le conseguenze in termini sanitari siano comprovate da numerosi studi e da una folta letteratura scientifica”.

Di fronte a numeri che raccontano un’emergenza il Coordinamento Donne Salute Ambiente chiede alle istituzioni un cambio di passo nelle politiche a tutela della salute femminile, riproduttiva, neonatale e infantile. E ribadisce che “la salubrità ambientale – che significa anzitutto prevenzione primaria, ovvero chiusura delle fonti contaminanti e bonifiche – e la previsione di spazi di partecipazione e controllo sociale delle politiche in campo ambientale e sanitario sono precondizioni essenziali per garantire piena tutela della salute”.

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