Stevia: il dolcificante che cambiò la vita dei diabetici

Dal 2011, la Stevia ha reso più dolce la vita di chi ai dolci ha sempre dovuto rinunciare. Questo miracoloso additivo alimentare infatti, pur non alzando il livello glicemico nel sangue, ha un potere dolcificante fino a 300 volte superiore a quello del saccarosio, comunemente chiamato zucchero.

Tanto per fare un esempio, in Giappone la Cola Cola la utilizza nella produzione di Coca Cola Light, e dal 2013 la troviamo nella Coca Cola Life.

Vi state chiedendo dove sia la fregatura? Ce lo siamo chiesti anche noi in questo articolo, in cui abbiamo cercato di esplorare proprietà e controindicazioni della Stevia e, sorpresa della sorprese, sembrerebbe che non ci sia nessuna fregatura…

Cos’è e da dove viene

Cominciamo facendo la sua conoscenza e risalendo alle sue origini. La Stevia è una piccola pianta perenne, arriva ad un’altezza massima di mezzo metro e non le piace il freddo, il che è abbastanza comprensibile perché arriva dal Sud America, esattamente dal nord-est del Paraguay. A dirla tutta, di questa pianta esistono più di 150 specie, ma una sola possiede questo rivoluzionario (almeno per noi) potere dolcificante: la Stevia Rebaudiana, che ha ereditato il suo nome da colui che ne scoprì le proprietà edulcoranti, Rebaudi.

Risalendo all’origine dei suoi usi, tuttavia, dobbiamo dire che se oggi la usiamo al posto dello zucchero tradizionale, il merito è dei paraguaiani, per essere più precisi degli indigeni Guaranì, che usavano la Ka’a hè è (che tradotto vuol dire erba dolce) per correggere il sapore del mate, il loro thè amaro.

Più dolce dello zucchero

Le sostanze dal potere dolcificante contenute in maggior quantità dalle foglie di Stevia sono 4: stevioside, rebaudioside A, rebaudioside C, dulcoside A. I nomi non vi intimoriscano: ci serve soltanto sapere che sono lo stevioside e il rebaudioside A ad avere un fortissimo potere dolcificante: il primo è tra le 110 alle 270 volte più dolce dello zucchero, il secondo tra le 180 e 400.

A questo punto, vi starete chiedendo sotto quali sembianze la troviamo e la utilizziamo. La troviamo in diversi formati: sia sotto forma di foglie fresche che in polvere, in forma di estratto disidratato o, ancora, sotto forma di concentrato liquido di estrazione acquosa o idroalcolica.

Nelle etichette alimentari, chiaramente, i glicosidi steviotici hanno una loro sigla: E960.

Gli innumerevoli pregi della stevia

Nonostante il suo potere dolcificante non fa male, anzi, ha moltissimi pregi. La Stevia, infatti,  non alza i valori glicemici nel sangue, e questa è un’ottima notizia per chi è affetto da diabete e obesità. Ma non è finita qui: ha un effetto ipotensivo, vale a dire che è particolarmente indicata per soggetti che soffrono di ipertensione, si presta alla cura di disturbi come l’acne, la disidratazione e gli inestetismi cutanei, e non è non causa placca e carie dentali.

Possiamo usarla in cucina?

Assolutamente sì: i suoi estratti vengono utilizzati con successo nella preparazione di alimenti precotti o cotti in forno, e questo perché lo stevioside ha un grado di fusione di 198 gradi. Ciò vuol dire che per sciogliersi, cambiare colore e fermentare deve superare queste temperature, motivo per cui è sempre più utilizzato nella preparazione di prodotti alimentari.

La Stevia è cancerogena?

Il dubbio l’ha tenuta lontana dai prodotti alimentari europei per tanto tempo: si pensava infatti che la Stevia e i suoi derivati fossero genotossici e/o carcinogenici, e quindi responsabili della formazione di tumori. Nel 2007, in seguito a numerosi studi sull’argomento, la FAO ne ha stabilito la totale sicurezza, e nel 2011, dopo la pubblicazione di uno studio scientifico effettuato dall’ANS, l’uso della Stevia come additivo alimentare è diventato legale nell’Unione Europea (Regolamento UE N. 1131/2011 della Commissione dell’11 Novembre 2011).

Questo miracoloso dolcificante, insomma, sembra non avere controindicazioni, a patto che il suo uso resti limitato alle dosi giornaliere consentite, pari a 4 mg per peso corporeo, per intenderci: 240 mg per una donna di 60 kg, fino a 320 mg per un uomo che pesa 80 kg).

Volete verificare le proprietà e le controindicazioni della Stevia? Fate bene: quando si tratta di cibo è sempre meglio consultare le fonti ufficiali, pertanto vi consigliamo di leggere il parere dell’EFSA, l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare.

Silvia Trigilio

Fonte: www.ilgiornaledelcibo.it

Condividi questo articolo