Emporio Rimini: apre il supermercato solidale dove i soldi non servono (VIDEO)

A Rimini ha appena aperto un supermercato solidale dove i soldi non servono. Negli ultimi anni la grave situazione socio-economica ha colpito il territorio della città e il Comune di Rimini insieme alle associazioni locali ha deciso di farsi avanti per andare incontro alle esigenze dei cittadini.

Abbiamo contattato il Comune di Rimini per avere maggiori informazioni su questa iniziativa davvero importante. Ad Emporio Rimini i soldi non servono. I prodotti si pagano grazie ad una speciale tessera a punti. L’iniziativa è nata grazie a una rete territoriale composta da varie associazioni e il tutto è coordinato dal Comune di Rimini.

Chi entra ad Emporio Rimini si trova di fronte ad un vero e proprio supermercato con i prodotti sugli scaffali, ma con una differenza davvero importante rispetto ai negozi a cui siamo abituati: non c’è la cassa. E senza la cassa Emporio Rimini non può certo accettare denaro.

La nascita di questo speciale negozio serve per andare incontro ai cittadini che si trovano in un periodo di difficoltà temporaneo dal punto di vista economico. Si tratta, ad esempio, di chi ha un lavoro precario o stagionale che non permette di ottenere un reddito elevato.

Ecco i requisiti che i cittadini devono avere per ottenere la scheda a punti che permette di fare la spesa ad Emporio Rimini:

1) Residenza a Rimini o in uno dei 10 comuni della Valmarecchia.

2) DSU e ISEE con reddito massimo di 7500 euro.

3) Stato occupazionale per persone in età lavorativa.

L’idea è di incidere in modo positivo su quella fascia grigia di popolazione la cui situazione economica è peggiorata a causa della crisi in modo da risollevarla e per evitare che scivoli sempre più in basso.

Ad ogni tessera viene assegnato un punteggio sulla base di alcuni criteri che riguardano in particolare il numero dei componenti della famiglia e la presenza di bambini nel nucleo famigliare. Ad esempio una famiglia composta da 4 componenti adulti può ottenere una tessera da 160 punti. La tessera va utilizzata entro 12 mesi dalla sua emissione per fare la spesa ad Emporio Rimini.

Nel negozio ad ogni prodotto è assegnato un certo numero di punti che vengono scalati dalla tessera quando si fa la spesa. I prodotti disponibili sono davvero numerosi e comprendono, tra gli altri, pasta, riso, farina, olio d’oliva, salsa di pomodoro, tè, orzo in polvere, biscotti e omogeneizzati.

Un aspetto importante riguarda la provenienza dei prodotti in vendita: si tratta in gran parte di prodotti che arrivano da donazioni di aziende private o di cibi non utilizzati nelle mense e quindi messi a disposizione per favorire questo nuovo progetto. In questo modo l’iniziativa contribuisce anche alla lotta contro gli sprechi alimentari. Le stesse aziende possono contattare il sito web www.emporiorimini.it per scoprire come donare i prodotti.

Secondo Gloria Lisi, assessore alla Protezione sociale del Comune di Rimini, il nuovo emporio solidale è:

“Una piccola ma importante dimostrazione, concreta, di una possibile società del gratuito. In questo piccolo angolo di città infatti i soldi non decidono nulla, tutto si basa sul volontariato e sullo scambio. L’idea è quella di supportare in maniera temporanea quelle persone e famiglie in temporaneo stato di necessità. Una fascia di popolazione, un tempo al sicuro, che oggi al contrario rischierebbe di scivolare verso il basso. Non è assistenzialismo ma un supporto teso a rinsaldare la fiducia in se stessi e l’autonomia progressiva delle persone. Il progetto è coerente con quello di una città, di una comunità inclusive, accoglienti e solidali. Ripeto, un piccolo ma importante esempio che ci auguriamo di estendere anche ad altri campi“.

Per saperne di più potete consultare la pagina #EmporioRimini, in particolare la sezione con le informazioni per richiedere la tessera per fare la spesa.

Gli empori solidali possono contribuire a ridurre gli sprechi alimentari e a permettere a chi ne ha bisogno di fare la spesa senza soldi. Guardate il video.

Marta Albè

 Fonte: greenme.it

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