Energia, Nomisma: il mercato libero conviene. Consumatori: “Dove ha preso i dati?”

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Passare al mercato libero conviene. Ne è convinta Nomisma, che ha diffuso uno studio in cui fra l’altro viene quantificato il possibile risparmio dei consumatori che passano al mercato libero: se sono particolarmente attenti ai prezzi possono arrivare a risparmiare fino a 71 euro l’anno sulle bollette dell’elettricità e fino a 107 euro l’anno su quelle del gas. Questo andamento non convince però i Consumatori. Si chiede Codici: “Dove ha preso i dati Nomisma?”.

Secondo quanto previsto dal disegno di legge sulla concorrenza a partire dal 1 gennaio 2018 ci sarà l’abolizione del Mercato Tutelato per i clienti domestici e le PMI del settore elettrico e del gas. “Sono passati 8 anni dalla parziale apertura di quello elettrico e 12 da quella del gas. Un terzo dei consumatori ha già scelto il mercato libero: 9 milioni di famiglie sono sul libero dell’elettricità e 6 su quello del gas – dice Nomisma – E’ un passaggio inevitabile e che porta ai consumatori importanti benefici”. Non sono dello stesso avviso le associazioni dei consumatori che all’inizio di maggio sono tornate a denunciare il rischio di un aumento dei prezzi: per i Consumatori, conseguenza del provvedimento non potranno che essere un aumento dei prezzi dell’elettricità e del gas, un passo indietro dal punto di vista della concorrenza con la formazione di un oligopolio “con forti venature di monopolio” e una situazione di estrema fragilità soprattutto per i consumatori più vulnerabili e meno capaci di valutare i contratti e la clausole previste nel mercato libero, dove proliferano ancora pratiche commerciali scorrette e comportamenti aggressivi da parte delle aziende.

Quali sono invece i numeri dati da Nomisma? “Contrariamente a quanto spesso riportato, sul mercato libero i prezzi possono essere molto più convenienti delle tariffe del tutelato. In più, altri benefici aumentano il valore delle offerte – dice la sigla – Si tratta di beni e servizi aggiuntivi, che portano in alcuni casi il risparmio complessivo ad oltre 1.000 euro all’anno, rispetto ad una bolletta di luce e gas di 1.700 euro”. L’Indice Nomisma Energia, espresso in euro di spesa annua e che misura il valore totale delle offerte, nel 2015 vale 96,7 euro contro i 76,5 euro del 2014. La pluralità di offerte può permettere al consumatore di scegliere e, per i più attenti al prezzo, vi sono offerte che permettono di risparmiare fino a 71 euro l’anno sulle bollette elettriche e 107 euro su quelle del gas, rispetto al mercato tutelato.

Sono dati contestati da Codici: “Per Nomisma è facile, anzi, sciocchi i consumatori che finora non c’hanno pensato: passare al mercato libero conviene. Secondo l’istituto di ricerca, ci sono offerte che permettono un risparmio di 71 euro nell’energia elettrica e altre per il gas che consentono fino a 107 euro. Quindi l’abolizione programmata per il 2018 del mercato tutelato è quasi scontata. Peccato però che l’Autorità dell’energia abbia pubblicato solo un mese fa, il 22 aprile, un report di previsione su quanto l’abolizione graverà sugli utenti: ben il 20% in più”. Ancora a febbraio, l’Autorità per l’energia evidenziava che nel mercato la concorrenza è ancora poco matura e i prezzi del mercato libero sono superiori a quelli della tutela – del 15-20% nel settore elettrico, mentre nel gas naturale i prezzi nel mercato libero risultavano in media più costosi rispetto a quelli di tutela, a eccezione dei clienti con alti consumi.

Codici è dunque scettico sui dati diffusi da Nomisma. Ad oggi, afferma l’associazione, i consumatori hanno già a disposizione un mercato libero, ma l’80% della rete è in mano a un solo operatore mentre il 20% degli enti locali. “Come si può quindi liberalizzare totalmente il mercato se c’è una rete simile? – affermano Ivano Giacomelli, segretario nazionale Codici e Luigi Gabriele, responsabile Affari Istituzionali – Nel mondo degli operatori che lavorano nel mercato libero abbiamo 300 società per l’energia e 200 per il gas. Ma gli unici segnali che registriamo in conseguenza di questa pluralità sono i numerosi disservizi e violazioni di qualsiasi genere”.

“Evidenziamo inoltre un paradosso: nonostante sia anacronistica e priva di senso, il consumatore italiano ancora si ritrova in bolletta la dicitura del “consumo stimato” – proseguono – Per questo paga una maggiorazione del 20% per avere in cambio il servizio dell’accertatore. Peccato però che questo incaricato dall’azienda non arrivi mai. Se vogliamo, non “accerti mai”. La motivazione solita data dalle società è che non riescono a mandare i controllori. Tuttavia quello che emerge dalle segnalazioni degli utenti è un continuo scampanellare da parte di altri incaricati delle aziende che chiedono la matricola del contatore per svariati motivi”. Non manca una chiusura polemica da parte dell’associazione: “Ci congratuliamo con il tempismo di Nomisma che esce con questo report in concomitanza con la discussione parlamentare della liberalizzazione”.

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