Internet in Italia, l’83% della popolazione giovanile naviga sul web

Istat, il numero di chi usa internet in Italia è inferiore alla media europea: è connesso il 56% della popolazione, la media EU è del 72%

Un altro capitolo della saga “Internet in italia, una storia di arretratezza”. Il divario digitale fra Bel Paese e resto d’Europa è cosa nota, internet superveloce e la rete 4G in Italia garantiscono una copertura minima e lontanissima dagli standard mondiali, la velocità di connessione è inferiore alla media europea. Il mercato è inflazionato da offerte, promozioni, operatori di telefonia che saturano un business in continuo aumento nelle cifre ma meno nella qualità del servizio. Da un lato, la possibilità di porre le tariffe Fastweb a confronto con quelle di Alice o TeleTu aiuta gli italiani a risparmiare, permettendo un approccio più positivo alla scelta del servizio; dall’altra, però, resta una forte carenza sotto il profilo della qualità proposta in tutto il contesto italiano. Lo scenario web italiano, così, si delinea come una realtà fratagliata tra opportunità e limiti strutturali consolidati.

Ma non è tutto. Il digital divide italiano si concretizza, oltre che nelle infrastrutture digitali e nelle tecnologie proposte alla cittadinanza, anche nelle abitudini di fruizione e nel grado di alfabetizzazione informatica. Lo rivela una ricerca curata da Istat in collaborazione con la Fondazione Ugo Bordoni, dal titolo “Internet@Italia 2013”, secondo cui la percentuale di chi utilizza internet in italia è pari al 56% della popolazione, contro una media europea del 72%. L’italia è terzultima in Europa, seguita solo da Bulgaria e Romania.

La situazione non desta eccessive preoccupazioni nella fascia d’età compresa tra i 16 e i 24 anni, quella dei nativi digitali o delle generazioni che hanno vissuto la transizione analogico-digitale da vicino. L’83% dei giovani italiani utilizza internet; oltre 4 ragazzi su 5 sanno navigare in rete, ma le cifre sono comunque distanti rispetto al 94% della Gran Bretagna e il 97% di Olanda e Belgio.

Lo zoccolo duro degli utenti assidui – che navigano quotidianamente o quasi – è costituito da circa 19 milioni di cittadini, rappresentanti di un terzo della popolazione totale, a cui fanno da contraltare oltre 23 milioni di non utenti, ovvero 44% del totale. A essi si aggiunge un miliione e mezzo di utenti sporadici, oltre a quasi 10 milioni di utenti ‘deboli’, ovvero naviganti della rete che utilizzano il Pc – piuttosto ch tablet o smartphone – con un livello di informatizzazione scarso e che usano iinternet appena una volta la settimana.

Dei 23 milioni di non utenti di internet in italia, inoltre, 12 miliioni e 300mila sono inclusi in famiglie in cui nessun componente del nucleo è in grado di destreggiarsi nel web, generando un fenomeno di totale isolamento digitale che coinvolge 8 milioni di famiglie. Si tratta di un dato che, vista la direzione impressa dal nuovo sistema delle telecomunicazioni, è da considerarsi preoccupante e decisamente troppo alto.

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