Microgranuli: ecco perché sono dannosi per la salute e l’ambiente

Vi abbiamo più volte parlato delle microplastiche, che non sono altro che i microgranuli in materiale plastico contenuti in alcuni dentifrici, scrub, saponi, detergenti e prodotti per l’igiene della persona e per la pulizia della casa.

 

Questi microgranuli stanno causando gravi danni all’ambiente e agli animali e sono anche potenzialmente pericolosi per la salute. Gli esperti stanno cercando di comprendere sempre più a fondo i danni causati dai microgranuli e le associazioni ambientaliste si battono perché le aziende smettano di utilizzare le microplastiche nei propri prodotti.

Senza contare che anche noi in prima persona possiamo smettere di comprarli o almeno limitarne l’uso, dato che il loro impiego può avere delle conseguenze negative sia per l’ambiente che per la salute.

I danni che i microgranuli causano all’ambiente si ripercuotono purtroppo sulla nostra salute ed esistono, purtroppo, anche delle conseguenze negative che si manifestano direttamente su di noi con l’utilizzo di scrub e dentifrici che contengono microplastiche.

Microgranuli nei dentifrici

Avete mai utilizzato un dentifricio con microgranuli? In commercio esistono diversi prodotti di questo tipo. Ma a parere dei dentisti Usa i dentifrici con microgranuli non andrebbero utilizzati dato che i microgranuli con il tempo possono portare ad intrappolare batteri nelle gengive e a causare infezioni, tanto che i dentisti durante le visite trovano microgranuli nelle gengive dei pazienti. Secondo i dentisti statunitensi, inoltre, i microgranuli non servono realmente per la pulizia dei denti ma vengono inseriti nei prodotti solo per esaltarne le qualità estetiche come nel caso dei cosmetici. I dentifrici con microgranuli quando diventano troppo abrasivi secondo i dentisti possono danneggiare i denti e le gengive.

Microgranuli nei cosmetici

Le multinazionali ci stanno nascondendo la verità sui microgranuli inquinanti presenti nei cosmetici. Nel Regno Unito le maggiori aziende del settore sono state accusate di nascondere ai consumatori la verità sulle microplastiche dato che hanno rifiutato di presentarsi in Parlamento per rispondere ufficialmente a delle domande sull’impatto dei loro prodotti cosmetici sugli ecosistemi di mari e oceani.

Insomma, le solite multinazionali continuano a produrre cosmetici senza tenere troppo conto dell’impatto dei prodotti sull’ambiente e sulla salute. Alcune aziende hanno trovato delle alternative ai microgranuli di plastica mentre altre hanno fissato delle date entro cui metterli al bando. Nel frattempo possiamo benissimo fare a meno di acquistare determinati prodotti se vogliamo contribuire a ridurre l’inquinamento.

Ci sono altre problematiche relative ai microgranuli nei cosmetici. Infatti queste microsfere di plastica non sono solo inquinanti ma possono danneggiare la pelle e gli occhi perché rendono i prodotti per il viso troppo abrasivi a parere degli esperti. Le aziende raccomandano di evitare di utilizzare scrub e prodotti con microgranuli nella zona degli occhi ma può capitare che utilizzando un detergente per il viso con i microgranuli alcune particelle possano finire negli occhi, con il rischio di danneggiare la cornea, che è la parte più sensibile del nostro corpo. Gli scrub per il corpo e per il viso possono causare arrossamenti, abrasioni e irritazioni della pelle.

I microgranuli inquinano mari e oceani

Sappiamo che la plastica rappresenta il rifiuto che minaccia maggiormente gli oceani del nostro Pianeta. Le  microplastiche sono una minaccia ancora maggiore perché sono molto piccole, quasi invisibili, e perché proprio per le loro dimensioni minuscole non vengono catturate dai depuratori delle acque reflue.

Questo problema riguarda mari e oceani con gravi conseguenze per gli ecosistemi dato che la plastica non dovrebbe assolutamente essere presente in questi ambienti.

Tenete conto che contenuto in microplastiche dei prodotti cosmetici supera, talvolta, in peso la plastica di tutto il tubetto o la boccetta in cui sono venduti e che per questo motivo sono nate delle proposte di legge per eliminare i microgranuli di plastica dai prodotti industriali e salvare gli oceani.

I microgranuli uccidono i pesci e finiscono nella catena alimentare

I microgranuli che raggiungono mari e oceani finiscono per essere ingeriti dai pesci fino ad ucciderli e rischiano di entrare a fare parte della catena alimentare. Alcune ricerche hanno rinvenuto i microgranuli sia nei pesci che nei crostacei oltre che nel sale marino in vendita al supermercato. Per via dell’inquinamento a cui purtroppo noi stessi stiamo contribuendo rischiamo di ingerire delle microparticelle di plastica senza nemmeno rendercene conto.

Proprio in questi giorni Greenpeace ha lanciato una nuova denuncia sull’incremento della presenza delle microplastiche negli oceani e sul fatto che ormai sia fin troppo facile identificare dei microgranuli nei pesci e nei frutti di mare.

Una volta arrivate al mare, le microplastiche possono sia assorbire che cedere sostanze tossiche ed è dimostrato che vengono ingerite da numerosi organismi: pesci, crostacei, molluschi.

Ora il mondo dovrebbe agire su due fronti: la richiesta rivolta alle aziende da Greenpeace e non solo parla di una vera e propria messa al bando delle microplastiche, mentre i consumatori possono evitare di acquistare i prodotti che contengono veri e propri microgranuli di plastica e dare il via a un boicottaggio per salvare il Pianeta.

Firma qui la petizione per mettere al bando le microplastiche e salvare gli oceani.

Marta Albè

Fonte: greenme.it

 

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