Patatine in busta, nuovo ricorso UNC ad Antitrust per pubblicità ingannevole

Patatine artigianali, tradizionali o cotte a mano: i produttori di patatine in busta non perdono il vizio di usare messaggi pubblicitari ingannevoli. “Evidentemente non tutti i produttori di patatine hanno preso seriamente la multa dell’Antitrust” dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori, annunciando un nuovo ricorso all’Autorità per tre società produttrici di chips in busta (Amica Chips, Pata S.p.a. e Ica Foods) che non avrebbero adeguato i propri messaggi promozionali alle indicazioni del Garante.

“Lo scorso febbraio – spiega Dona – a seguito di una nostra segnalazione, l’Antitrust ha censurato alcuni messaggi promozionali con i quali venivano accreditati a diverse varianti di patatine fritte in busta, specifiche caratteristiche nutrizionali o vanti salutistici oppure modalità di produzione ‘artigianali‘. Oggi a sei mesi da quella multa di oltre un milione di euro, mentre alcuni produttori hanno effettivamente modificato le etichette per renderle più trasparenti, altri continuano a diffondere informazioni che rischiano di trarre in errore il consumatore”.

“Può sembrare incredibile – spiega Massimiliano Dona – ma alcuni produttori hanno semplicemente tradotto in inglese la dicitura già ritenuta ingannevole dall’Autorità (così ‘cotte a mano’ diventa ‘hand cooked style’); questo tentativo di aggirare le regole ci sembra una mancanza di rispetto nei confronti dell’Autorità e dei consumatori. Ci auguriamo, dunque, che l’Antitrust intervenga con una nuova sanzione e soprattutto la modifica della comunicazione”.

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