Roaming Ue: Wind-H3g potrebbero dover rimborsare le tariffe non corrette

Il roaming all’interno dell’Unione Europea continua a far discutere e lungo il cammino che (forse) porterà al nuovo roaming europeo senza costi, ecco che l’AGCOM si ritrova a dover multare Wind e Tre per non aver rispettato i dettami imposti dall’Eurotariffa.

Era il 18 gennaio quando Wind e H3g hanno ricevuto una pesante multa da parte dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni per il mancato adeguamento alle disposizioni contenute nel Regolamento UE n.2120/2015 in materia di Roaming internazionale, addebitando così all’utenza costi superiori a quelli dovuti. La decisione dell’Autorità è arrivata dopo ripetuti richiami alla corretta applicazione delle norme e dei costi del roaming, e ha comportato per i due operatori una multa di circa 258 mila euro. Il provvedimento sanzionatorio ha riguardato anche Telecom Italia Tim che però si avvalsa della facoltà di oblazione, pagando la sanzione in misura molto ridotta all’atto della contestazione delle violazioni riscontrate.

Insieme alla multa però in questi giorni da più parte sta arrivando la richiesta di rimborsare tutti i clienti che si sono recati all’esterno (ovviamente all’interno dell’UE) negli ultimi nove mesi e che hanno subito la tariffazione non corretta (Power Europe di Tre e Opzione Eurotariffa di Wind).

Si tratta di diversi milioni di euro”, specificano dall’Unione Nazionale Consumatori che attraverso Dino Cimaglia, segretario generale dell’associazione fa sapere che “chiederemo all’Authority di quantificare quanto prima il danno, prevedendo una procedura automatica per risarcire tutti gli addebiti illecitamente incassati dalle compagnie telefoniche”. L’associazione ricorda che il Regolamento “Roaming” prevedeva, a partire dal 30 aprile 2016, per un periodo transitorio, che i fornitori di servizi di roaming possono applicare, rispetto ai prezzi nazionali vigenti, un sovrapprezzo predefinito pari a 5 centesimi al minuto per le chiamate in uscita, 1,4 centesimi al minuto per le chiamate in entrata, 2 centesimi per gli sms e 5 centesimi per dati.

Anche il Codacons si unisce alla richiesta di rimborso degli utenti e che minaccia azioni legali contro le società telefoniche. “A seguito della sanzione l’Autorità deve studiare un meccanismo di rimborso automatico delle somme ingiustamente pagate dagli utenti, somme che devono essere restituite ai clienti direttamente sul conto o sulle schede telefoniche”, spiega l’associazione, “Se ciò non sarà fatto, valuteremo le dovute azioni legali contro i gestori telefonici”.

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