Skip to content Skip to footer

Parlare di uomini casalinghi oggi significa scattare la fotografia di un cambiamento culturale profondo, anche se lento, che sta ridefinendo i ruoli all’interno della famiglia italiana.

Ecco una panoramica aggiornata al 2026 sulla situazione in Italia:

1. I Numeri in Crescita

Sebbene il divario di genere resti ampio, il numero di uomini che si occupano a tempo pieno o prevalente della casa è in costante aumento.

  • Quanti sono: Secondo le proiezioni basate sugli ultimi dati ISTAT e INPS, gli uomini che si definiscono “casalinghi” (o stay-at-home dads) in Italia hanno superato quota 100.000, un numero triplicato rispetto a quindici anni fa.
  • I giovani guidano il cambio: La tendenza è molto più forte tra i Millennials e la Generazione Z. Nelle coppie tra i 25 e i 34 anni, quasi l’80% degli uomini dichiara di partecipare attivamente alle faccende domestiche, non più come “aiuto” ma come corresponsabile.
  • Lavoro domestico maschile: Anche nel settore professionale (colf e badanti), la presenza maschile è salita oltre il 15%, con una forte incidenza nelle regioni del Sud come Sicilia e Campania.

2. Le Mansioni: Cosa fanno gli uomini in casa?

Un sondaggio recente (Facile.it/EMG Different) ha stilato una “classifica” delle attività preferite dagli uomini:

  • Top 3: Fare la spesa, occuparsi della lavastoviglie e cucinare (l’Italia è uno dei pochi paesi dove gli uomini cucinano quasi quanto le donne).
  • I “tabù”: Stirare e pulire i bagni rimangono le attività meno amate e più delegate.

3. Aspetti Sociali e Associazionismo

Esiste una realtà consolidata, l’AsUC (Associazione Uomini Casalinghi), fondata a Pietrasanta. Questa associazione promuove l’idea che la cura della casa sia un valore di civiltà e non un compito legato al sesso.

  • Il nuovo modello: Si sta passando dal “padre di famiglia” autoritario al “partner collaborativo”.
  • Benessere della coppia: Studi sociologici confermano che nelle coppie dove il carico domestico è condiviso, il livello di soddisfazione relazionale e la stabilità del matrimonio sono significativamente più alti.

Sfide Aperte

Nonostante i progressi, l’uomo casalingo deve ancora affrontare alcuni pregiudizi:

  1. Stigma sociale: Spesso la scelta di restare a casa è vista come una “mancanza di ambizione” o una necessità dovuta alla perdita del lavoro, piuttosto che una scelta consapevole.
  2. Gap normativo: L’Italia sta lentamente adeguando i congedi di paternità, ma siamo ancora lontani dai modelli scandinavi dove la rotazione tra genitori è la norma.

Curiosità: Sapevi che l’Accademia della Crusca ha ufficialmente sdoganato il termine “casalingo” al maschile per definire questa figura professionale e sociale?

Ti piacerebbe approfondire i dati sui congedi di paternità in Italia o cerchi consigli pratici sull’organizzazione domestica paritaria?

Unisciti alla nostra community

0 Condivisioni